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I dati registrati dal Registro delle Imprese negli ultimi anni sono molto positive anche nel nostro Paese. A dispetto di quello che si possa pensare, infatti, il numero di start-up innovative è in forte crescita anche in Italia e sono moltissimi i giovani che decidono di lanciarsi in nuove avventure di questo tipo. In particolare è da sottolineare un particolare molto interessante. Dallo scoppio della crisi economica mondiale del 2008, il numero di nuove imprese aperte in Italia è in diminuzione di anno in anno. Questo dato, quindi, è molto importante anche perché senza una tendenza contraria. In sostanza mentre aprono mene imprese tradizionali, e chiudono molte di quelle già aperte, si registrano un numero sempre crescente di start-up. Questo è un segno molto importante per la nostra economia, infatti questo fenomeno potrebbe essere anche un nuovo volano per la crescita di tutto il Paese.

Il boom di registrazioni è stato quasi interamente registrato da regioni del Nord Italia che superano decisamente la metà di tutte quelle aperte, in ogni caso il fenomeno interessa tutta la penisola anche se in misura parzialmente differente. Come era facile immaginare, la regione con il maggior numero di start-up rimane la Lombardia e la città più popolata dalle stesse è ovviamente Milano. In seconda e terza posizione troviamo, per le regioni, Emilia Romagna e Lazio, mentre per le città, Roma e Torino. Il Molise e la Valle d'Aosta registrano il numero minore di aperture ma questo è dovuto sopratutto alle ridotte dimensioni delle regioni ed alla loro popolazione minore. Tutto il fenomeno ha avuto inizio nel 2012 quando è stato varato il Decreto Crescita 2.0. Questo è stato voluto appositamente per dare al Paese una proiezione nel futuro, senza dover necessariamente rimanere sempre il fanalino di coda per quanto riguarda l'innovazione nel mondo. In molti hanno raccolto la sfida di fare questo tipo di business in questo Paese ed oggi si incominciano a vedere i frutti di questo duro lavoro.

Un altro dato molto interessante è quello riguardante la percentuale di giovani presenti in questi progetti. Infatti il rapporto delle Camere di Commercio relativo al 2015 ha evidenziato come le start-up innovative siano caratterizzate dalla presenza di numerosi under 35 nella loro compagine sociale. In particolare il numero è quadruplo rispetto a quello riferibile alle imprese tradizionali. Anche in questo caso, quindi si evidenzia con facilità che l'impulso dell'innovazione arriva sopratutto dai giovani che credono in questi nuovi progetti. Questo ha fornito anche un buono slancio all'occupazione. Infatti facendo riferimento ai dati OCSE si capisce subito che negli ultimi 10 anni il maggior impulso all'occupazione è stato proprio fornito dalle imprese formate nei primi 5 anni di vita da giovani imprenditori. In sostanza si sono creati molti posti di lavoro, in totale controtendenza rispetto all'economia nel quale queste imprese sono immerse e lo si è fatto in breve tempo e con idee del tutto innovative. Il settore delle start-up innovative, come evidenzia il Presidente dei Giovani di Confindustria, è quello che ha registrato il maggiore sviluppo negli ultimi anni, fornendo occupazione a più di 20 mila persone e che continua sempre a crescere.

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