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Se hai una piccola impresa, il cloud server è lo strumento ideale per dare accesso ai dati e alle applicazioni ai tuoi collaboratori, da qualsiasi luogo, in qualsiasi momento, su qualsiasi dispositivo mobile. Avere a che fare con questo tipo di servizio, significa risparmiare dunque in tempo e in danaro.

Risparmiare con il cloud server

Appare evidente che con il cloud server godrai di un risparmio personale: non è più necessario gestire un team di specialisti interni per installare e aggiornare il software. Sarà tutto molto più semplice, a partire dalla gestione di e-mail e file server o esecuzione del backup. La convenienza del cloud server è che si paga una piccola tariffa mensile e l'attività di manutenzione del servizio o dell'applicazione è a carico del fornitore del cloud.

Risparmiare sull'hardware

Bisogna poi considerare anche la questione del risparmio di spazio sull'hardware. In azienda non ci sarà bisogno più di eseguire aggiornamenti software per la propria rete. Avrai modo di inserire tutti i dati aziendali nel cloud e salvare il tuo spazio hardware protetto per salvaguardare i tuoi dati più sensibili. Inoltre, il tuo computer funzionerà più velocemente e in modo più efficiente.

Al contempo tutte le app lavoreranno meglio. Avrai modo di rafforzare le tue esigenze applicative, posizionandole tutte in un cloud server multi-applicazione. Lo stesso discorso vale per la riduzione dell'hardware del sistema. Si potranno archiviare file, backup dei dati e programmi software che di solito tendono ad aver bisogno di molto spazio su server e computer. Con il cloud server, invece, si utilizzano i server del fornitore per archiviare questi dati.

Risparmiare tempo e altre ultime considerazioni

Inoltre si deve considerare anche il risparmio di tempo: le applicazioni di cloud computing vengono aggiornate a cadenza regolare, quindi non solo si risparmia denaro ma anche tempo. Questo permette all’azienda di avvalersi del vantaggio di avere sempre accesso alle ultime caratteristiche e funzioni di un'applicazione.

Quanto appena detto, potrebbe portare non poco vantaggio per le startup e le piccole imprese che dipendono dall'agilità man mano che le loro operazioni crescono.

È più facile e veloce dunque avvalersi di un’attività di cloud server, anziché avere un server fisico da mettere in funzione e installare e gestire da soli. L'uso del cloud agevola l’imprenditore in tal senso, dal momento che non avrà l’obbligo di acquistare hardware e software in modo incrementale. Potrà più semplicemente concentrare tutta la sua energia sulla produttività e sulle connessioni umane che rendono la piccola impresa così efficiente e funzionale.

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Dal decreto emanato il 22 settembre 2016 nasce l'obbligo, per tutti gli avvocati iscritti all'albo, di sottoscrivere una polizza RC professionale, e stabilisce inoltre i requisiti della polizza stessa. Se stai collaborando con una start up in ambito legale non sei esonerato, se eserciti la professione devi comunque avere la polizza.

 

La polizza dovrà quindi coprire la responsabilità civile dell'avvocato per i danni causati a terzi o ai suoi stessi clienti, anche nei casi di colpa grave, nello svolgimento della sua professione.

I danni possono essere patrimoniali e non, permanenti, futuri, indiretti o temporanei, e dai terzi vanno categoricamente esclusi i familiari del legale ed i suoi collaboratori.

 

L'attività professionale dei legali comprende:

 

  • consulenza ed assistenza stragiudiziali
  • redazione di pareri
  • redazione di contratti
  • rappresentanza e difesa in giudizio e tutti gli atti preordinati, connessi e consequenziali
  • assistenza del cliente nella mediazione e negoziazione assistita.

 

La professione dell’avvocato per le Start up

Sono nate negli ultimi anni molte start up innovative, come quelle basate su piattaforme di lavori online, sviluppo di applicazioni che informano i consumatori sulla vicinanza a un servizio o prodotto, programmi d’intermediazione tra brand, portali che offrono servizi per trasportare persone o oggetti in modalità particolari, ma anche sistemi associati a carte e conti online.

Le Start up innovative si basano sul lancio di una novità, il perfezionamento dell’offerta avviene con l’utilizzo di schemi migliorativi e la strutturazione è progettata secondo algoritmi ripetibili.

 

Per tali ragioni è necessario elaborare una regolamentazione anche dal punto di vista legale, in particolare sulla forma giuridica, con l’aiuto di un legale preparato.

Si tratta in prevalenza di patti parasociali, cioè accordi periodici e rinnovabili, che presentano più flessibilità rispetto alle clausole di un contratto di società, ma che vanno comunque studiate e seguite con attenzione.

 

Cosa copre una polizza professionale per avvocati

Premesso che la copertura assicurativa, che puoi valutare se fai un preventivo sull'assicurazione professionale avvocati su Mioassicuratore, è valida solamente per quegli assicurati che siano regolarmente iscritti ad un Albo o ad un Ordine, la polizza base comprende una tutela anche in caso di fatti commessi con colpa o con dolo da collaboratori, praticanti, dipendenti o sostituti processuali, omesso deposito degli atti, ritardato deposito degli atti, responsabilità per perdita o distruzione di denaro o documenti e nullità degli atti processuali.

 

La compagnia assicurativa è tenuta anche a garantire una copertura in caso di responsabilità solidale, a meno che non sia diversamente specificato nel contratto.

 

Per gli eredi dei legali è contemplata una retroattività senza limiti temporali e, per coloro che cessano il mestiere durante il periodo in cui la polizza è attiva, un'ultrattività di 10 anni.

 

Il decreto stabilisce anche quali sono i massimali minimi che la copertura ha, ma c'è da sapere che questi variano in base all'esercizio individuale o associato della professione, il fatturato e la fascia di rischio.

 

In ultimo, l'assicuratore è tenuto a risarcire il terzo per l'intero importo, fatto salvo il diritto di rivalersi sull'assicurato per lo scoperto o per recuperare la franchigia.

Durante il corso del contratto, entrambe le parti possono prevedere delle clausole di adeguamento del premio, che sono utili qualora ci sia un sostanzioso aumento del fatturato.

 

Il decreto prevede anche che vi sia una copertura obbligatoria degli infortuni che si verificano nell'esercizio dell'attività, escludendo quelli che si verificano durante gli spostamenti necessari al suo svolgimento.

Questa tutela comprende anche l'invalidità temporanea o permanente, la morte e le eventuali spese mediche.

 

In caso di morte e di invalidità permanente, il capitale minimo assicurato è di 100 mila euro, mentre ammonta a 50 euro per la diaria in caso di invalidità temporanea.

 

Ogni polizza ha dei dati identificativi che devono essere resi noti ai terzi presso l'Ordine di appartenenza ed anche presso il Consiglio Nazionale Forense, oltre che sui siti internet ufficiali.

 

Infine, la compagnia assicurativa risponde del risarcimento solamente durante  il periodo di validità della polizza professionale oppure nel periodo di retroattività.

 

E’, quindi, una forma di tutela per tutti.

E il vostro avvocato ce l’ha la polizza?

 

 

 

 

 

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La digital transformation è una sfida alla quale le aziende non possono più sottrarsi, ma per le PMI, che rappresentano il 92% delle imprese attive in Italia, non sempre è facile abbracciare il cambiamento.

Le PMI e in modo ancor più evidente le imprese familiari hanno modelli gestionali, strategici ed organizzativi unici, che richiedono un approccio diverso alla digitalizzazione.

Da questi capisaldi è nato il progetto marketingperpmi.it che ha l’obiettivo di facilitare l’adozione consapevole di strumenti digitali nell’ambito delle attività di marketing.

Le big tech come Google e Facebook sono impegnate da anni in percorsi di formazione volti a far emergere l’importanza strategica del marketing digitale per le PMI. La gratuità di molti loro strumenti ha però illuso gli imprenditori di poter digitalizzare il proprio marketing con un investimento minimo se non pari a zero.

La realtà è che la competizione online è molto alta e la visibilità organica sempre più bassa.

Con il proliferare di strumenti di digital marketing e canali da presidiare diventa fondamentale non procedere a tentoni.

Solo in questo modo si possono rispettare i vincoli di budget e non ci si ritrova ad alimentare l’attuale scenario costellato di:

  • siti web che non raggiungono neanche le 100 visualizzazioni al mese,
  • pagine social abbandonate perché non portano risultati organici,
  • strumenti di monitoraggio (Google Analytics) configurati come badge di digitalizzazione compiuta ma mai aperti per interpretarne i dati.

Daniela Brunno, la consulente digitale dietro marketingperpmi.it, ha come mission rendere gli imprenditori consapevoli delle proprie scelte di digitalizzazione e agevolare il cambiamento verso il marketing digitale per le PMI.

La digital transformation non può essere solo una moda, ma un cambiamento strutturale destinato a migliorare la vita aziendale.

Le scelte sui processi da digitalizzare e gli strumenti da adottare devono essere prese sulla base di una vision di lungo periodo sul futuro dell’azienda nel nuovo contesto economico sempre più globale, digitale e interconnesso.

Attraverso il servizio di consulenza, Daniela Brunno aiuta gli imprenditori a far chiarezza sugli obiettivi da raggiungere e a definire la strategia di marketing digitale, che deve guidare le scelte di investimento per la digitalizzazione dell’impresa.

Tracciare nero su bianco il percorso verso la digitalizzazione è fondamentale per non sbagliare rotta, sprecando tempo e denaro.

Un altro servizio offerto nell’ambito del progetto marketingperpmi.it è l’assistenza alle piccole e medie imprese.

L’obiettivo è sempre quello di rendere gli imprenditori consapevoli delle proprie scelte e autonomi nella gestione della trasformazione digitale.

Il passaggio dalla strategia alla messa in pratica delle azioni di digitalizzazione ha delle complessità insite:

  1. nei nuovi strumenti di marketing digitale;
  2. nella mancanza di trasparenza sulle effettive competenze di chi si dichiara professionista del web.

Attraverso corsi di formazione, chat e videochiamate in lingua italiana gli imprenditori vengono affiancati per acquisire familiarità con le nuove tecnologie e per far fronte a piccole esigenze tecniche come ad esempio caricare un nuovo articolo sul sito web, impostare una lista per l’email marketing, ottimizzare una campagna pubblicitaria che non va come dovrebbe, analizzare un report di analytics.

Il servizio di assistenza supporta anche gli imprenditori nella valutazione tecnica dei preventivi e delle competenze dei freelancers/web agency coinvolti come attori del cambiamento digitale.

Il marketing digitale può essere a misura di PMI ma bisogna adottare il giusto approccio che tenga conto delle peculiarità di queste realtà imprenditoriali.

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Quando c’è da organizzare una riunione, una conferenza, tra le prime cose a cui si deve provvedere è senza dubbio la scelta della location più idonea in funzione del pubblico, del tipo di argomento, della tipologia dell’azienda organizzatrice.

Sempre più frequentemente ci si rivolge a centri congressi e meeting specializzati e di classe, per godere di tutti i comfort e far sentire a proprio agio tutti i partecipanti. Difatti, organizzare una conferenza in una sala meeting di lusso è una scelta vincente in termini di logistica e risultato: si tratta di centri congressi altamente specializzati e spesso, come nel caso di Riva del Sole in Toscana (www.rivadelsole.it), afferenti ad hotel di tipo 4S, quindi dotati anche di tutti i servizi necessari dai negozi, ai ristoranti, ai centri benessere e alle spiagge private oltre ai centri sportivi. Scegliere un resort in Toscana per allestire una conferenza aziendale significa avere la possibilità di scegliere tra la sala più adatta alle proprie esigenze in termini di capienza e di tipologia e durata del meeting. Tornando all’esempio del Centro Congressi & Meeting Riva del Sole questo è dotato di 8 differenti sale, di ampiezza diversa da una sala riunioni di 26mq fino alla tipologia auditorium di 300mq, ognuna illuminata da luce naturale – meno stancante e più accogliente specialmente per le conferenze di lunga durata – ovviamente tutte coperte dalla rete Wi-Fi. La capienza delle sale è commisurata alla sua estensione: si andrà quindi dalla più piccola “Raffaello” idonea per riunioni di circa 8 persone, alla più grande “The Crown” idonea per ospitare al massimo 270 persone, ma strutturabile in diverse maniere tanto che viene offerta anche come sala per sfilate di moda, presentazione di macchinari piuttosto ingombranti oppure concorsi ed esami.

Organizzare una conferenza in una sala meeting di lusso agevola notevolmente anche il lavoro degli organizzatori stessi, in quanto i centri congressi e meeting offrono i migliori tipi di assistenza e servizi: dagli impianti audio e video di ultima generazione, ai videoproiettori di alta qualità, fino alla stessa assistenza tecnica. Si tratta, inoltre di sale, ampie, luminose, di estremo gusto e raffinatezza, spesso dotate di terrazza idonea per i coffee break o quick lunch.

Specialmente nel caso di meeting della durata di più giorni, scegliere un resort in Toscana si può rivelare una strategia vincente anche per garantirsi la presenza del maggior numero di persone. Una location affascinante, immersa nella natura, dotata di ogni comfort e benessere è il luogo ideale per trascorrere dei giorni fuori casa per lavoro. Per pesante che possa essere una trasferta di qualche giorno, magari lontano dalla propria sede, una conferenza indetta in una sala meeting di lusso di un resort toscano agevolerà senza dubbio il viaggio e la permanenza, oltre a predisporre bene il pubblico per il buon andamento dei lavori. Fuori dagli impegni del meeting gli ospiti saranno libero di godere della bellezza del luogo, rilassarsi nel centro benessere, nelle piscine o nell’incantevole mare toscano grazie alla spiaggia privata.

Il responsabile della segreteria della conferenza non dovrà far altro che mettersi in contatto con il responsabile eventi del resort per stabilire le date, la o le sale necessarie e più idonee, i servizi accessori richiesti e quant’altro sarà necessario per organizzare una conferenza perfetta. Il supporto di una buona equipe e di un centro congressi organizzato e di lusso è davvero una mossa vincente per l’ottima riuscita di una conferenza, di un meeting anche internazionale oppure per il lancio di un prodotto o di una linea di prodotti aziendali: conferisce autorevolezza, sicurezza di sé, cura dei dettagli e degli ospiti. Insomma, organizzare una conferenza in una sala meeting di lusso è un biglietto da visita vincente.

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Ormai tutti ad oggi avranno sentito parlare almeno una volta nell’ambito della tecnologia di Talent Garden.

Si tratta di una piattaforma di networking e formazione per l’innovazione digitale.

Nata circa otto anni fa in Italia, nello specifico nel 2011 a Brescia, per opera di Davide Dattoli, alle sue spalle si sono affiancati molti volti noti dell’imprenditoria italiana per far fronte a questo nuovo progetto.

Tra i maggiori investitori annoveriamo: la famiglia Angelini, D’Amico, Foglia, Drago, Monti, Rovati, Pittini, il Fondo Indaco Ventures, BeConsulting, e poi ancora Ginatta, Holland, Luti, Dompè.

La società bresciana fa sul serio e questa volta a quanto pare chiude una nuova raccolta di fondi: mette da parte ben 44 milioni di euro per ampliare gli affari investendo all’estero.

Attualmente la nota azienda gestisce spazi di co-working, si contano 23 campus sparsi in 8 Paesi, e attorno alle strutture sono state create delle reti di freelance, imprenditoria, agenzie il cui intento è quello di favorire la formazione digitale e creare eventi appositi.

Uno degli ultimi Paesi nei quali la società ha deciso di ampliare la propria attività è l’Austria.

Nello specifico, a Vienna, l’azienda bresciana ha dato vita ad un nuovo campus caratterizzato da 500 postazioni di lavoro.

Nell’approdare in questa terra dalle mille risorse, si è avvalsa del famoso ente governativo esperto per l’insediamento d’impresa, Aba – Invest in Austria.

Da alcune statistiche emerge che la nostra Penisola si classifica al terzo posto per insediamenti in questo Stato federale, seguita poi dalla Svizzera e dalla Germania.

Ma tornando dunque, ai fondi stanziati, 44 milioni di euro è il più alto fundraising mai realizzato nel nostro Bel Paese da investitori italiani, grazie a questi fondi dunque, sarà possibile avere a disposizione ogni risorsa per rafforzare la leadership in Europa.

La raccolta ha ampiamente superato la richiesta iniziale, questo perché non sono pochi coloro che stanno riscontrando un interesse notevole per la digitalizzazione.

Talent Garden: ecco qual è l’obiettivo a lungo termine

CEO e Founder di Talent Garden, Davide Dattoli ha affermato in un comunicato stampa che l’obiettivo è quello di espandere la rete oltre i confini nazionali.

Già sono presenti 23 campus in 8 Paesi europei come illustrato in precedenza, ma la mission per i prossimi 5 anni è quella di aprire altri 20 nuovi campus in tutta Europa e di ampliare al contempo stesso la portata della propria Innovation School in Italia.

Attualmente si contano più di 3500 persone formate, ma l’intento è quello di arrivare oltre 20.000 persone in modo tale che la trasformazione digitale nel nostro Bel Paese migliori la vita delle imprese e delle persone.

Una cosa è certa: con il raggiungimento di questo nuovo traguardo, il legame tra sistema industriale, digitalizzazione e formazione viene rafforzato ulteriormente.

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L’uso della tecnologia dell’informazione svolge un ruolo vitale nell’economia aziendale, in quanto migliora l’efficienza, crea opportunità di lavoro e consente di interagire più velocemente con clienti e fornitori, supportando le funzioni aziendali con software di contabilità, sistemi di posta elettronica e archiviazione di file.

Proprio per questo motivo, diventa molto importante la presenza di un consulente web nell’organico di un’azienda.

Per capire cosa fa esattamente un consulente web, bisogna prima essere chiari su cosa sia.

Il consulente, in linea generale, è un professionista specializzato in una particolare area.

Nella maggior parte dei casi, esso viene pagato per la propria esperienza e intuizione. Generalmente sono altamente qualificati e specializzati in un determinato campo.

I consulenti web, noti anche come web developer o web designer, sono delle figure professionali che forniscono servizi di web design e manutenzione ad aziende e privati.

Essi si occupano della creazione di siti web personalizzati che devono far conoscere l’azienda ai clienti in modo efficace e accattivante.

Una volta che il sito è attivo e funzionante, i consulenti web hanno il compito di assicurarsi che non abbia problemi tecnici.

Oltre alle competenze e alle conoscenze informatiche, ai consulenti web viene spesso richiesto di avere una buona esperienza nel campo della grafica e di possedere anche delle buone capacità di comunicazione visiva e verbale.

All’interno di un’azienda, i consulenti web svolgono una varietà di compiti. Potrebbero essere responsabili della pianificazione di un sito web dall’inizio e incontrarsi con i clienti per discutere l’aspetto e il design del sito prima di pianificare il layout e l’organizzazione generale.

Dopo aver stabilito una struttura di base, i consulenti web marketing prendono qualsiasi testo o immagine che apparirà sul sito e li convertono in moduli visualizzabili, utilizzando il linguaggio di marcatura ipertestuale (HTML); inoltre, possono anche aggiungere animazioni o funzionalità interattive al sito stesso.

I consulenti web possono anche essere responsabili dell’aggiunta di file scaricabili o dell’invio di informazioni tramite e-mail, che richiede l’uso del protocollo di trasferimento file (FTP).

La maggior parte dei consulenti web hanno una laurea di primo livello in informatica, altri invece non hanno una formazione informatica formale e apprendono i metodi di programmazione e l’uso dei software in modo autonomo.

Tuttavia, coloro che sono interessati a una carriera nella consulenza web spesso hanno anche una specializzazione in progettazione grafica, che li aiuta a perfezionare l’aspetto estetico del loro lavoro.

Ad ogni modo, tutti i consulenti web devono avere una buona conoscenza riguardo i software di grafica per computer, come Paint Shop Pro, Adobe Illustrator e Dreamweaver.

Devono inoltre avere una certa familiarità con la programmazione HTML, le applicazioni web basate su XML, Flash e altri linguaggi e programmi di programmazione web.

I consulenti web conoscono bene anche i sistemi operativi più utilizzati, come Windows e Mac e Linux.

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Sono moltissimi i lavori che si può decidere di fare da zero, così come le tipologie di impresa che, con un po’ di coraggio e un pizzico di follia, si possono aprire, anche da giovanissimi. Una di queste è l’impresa di pulizie a Roma, un’idea imprenditoriale sicuramente particolare, ma che può rivelarsi una buona strategia lavorativa e di investimento. Uno dei principali vantaggi, infatti, è che questa tipologia di impresa porta con sé un rischio economico molto limitato, trattandosi, di fatto, di un servizio molto richiesto con la possibilità di guadagnare anche margini piuttosto importanti. Vediamo assieme, allora, come è possibile aprire un’impresa di pulizie da zero e quali sono i passi da compiere.

Aprire un’impresa di pulizie: serve la partita Iva

Questo primo step accomuna tutte le tipologie di impresa, ovvero consiste nell’apertura doverosa della partita iva. In questo caso specifico, al momento dell’apertura della Partita Iva, si deve indicare anche il tipo di clientela a cui si mira, se, cioè, privati o commerciali. Qualora, infatti, l’utenza sia privata, l’impresa di pulizie finirà direttamente nell’albo degli artigiani, se, invece, l’utenza è commerciale, occorre la registrazione presso il Registro delle Imprese alla camera di commercio della provincia in cui si lavora. L’apertura di questo tipo di impresa non prevede un investimento economico eccessivo, anche se, come per tutte le idee imprenditoriali, sarà comunque doveroso avere un piccolo capitale iniziale con cui affrontare le prime spese e i tempi iniziali con pochi clienti. Inoltre, è bene sapere che se oltre alle pulizie standard, si vogliono offrire anche servizi più specifici, come la disinfestazione o la derattizzazione, occorrono anche certificazioni precise.

Secondo step: dipendenti e consulente

Affinché ci sia un’impresa, dovrebbero esserci anche dei dipendenti, da assumere regolarmente attraverso un contratto e a cui versare i contributi previsti dalla legge. Servirà anche l’iscrizione all’Inail, contro eventuali incidenti sul lavoro o infortuni. L’impresa avrà anche i suoi strumenti finanziari, come un conto corrente bancario, e un consulente di fiducia che sappia seguire l’andamento contabile e finanziario della ditta.

Impresa di pulizia: la strumentazione

L’ultimo step riguarda i prodotti e la strumentazione necessaria per poter svolgere il proprio lavoro. si comincia da un veicolo adatto al tipo di impresa, che consenta di potersi spostare con attrezzatura e prodotti al seguito, da un posto all’altro. Soprattutto all’inizio, poi, è una buona strategia anche pensare di investire un po’ nella promozione pubblicitaria, così da farsi conoscere nella città o nella zona in cui si intende lavorare e infine, bisognerà acquistare attrezzatura e prodotti per poter quanto meno cominciare a lavorare.

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Come scegliere il nome giusto per l’hotel

Nell’era digitale, in cui la scelta di un hotel in cui alloggiare si svolge attraverso internet e i motori di ricerca – magari utilizzando i comparatori per trovare la tariffa più conveniente – avere un sito internet con cui presentare il proprio hotel e soprattutto la scelta del nome per l’hotel è quanto mai fondamentale per distinguersi ed emergere tra le prime posizioni sui risultati di ricerca. Per esempio, trovare un hotel in Via Nazionale a Roma potrebbe essere facilissimo se il nome colpisce nel segno oppure diventare un’impresa se il nome è fuorviante o crea confusione (Hotel Milano a Roma o Hotel Roma a Milano? Hotel Nazionale in Via Roma oppure Hotel Roma in Via Nazionale?). Le regole che un tempo si ritenevano vincenti, oggi non sono più funzionali per gli utenti di internet.

Quali sono le regole per la scelta del nome dell’hotel

In base alla regola suggerita dalla copywriter Valentina Falcinelli, vale a dire la regola “CO.ME.OR.G.O”, un nome per funzionare deve essere:

  • CO, come corto;
  • ME, come memorizzabile;
  • OR, come originale;
  • G, come gradevole;
  • O, come orecchiabile, facile da pronunciare.

L’Hotel Floris di Via Nazionale a Roma sembra rispecchiare perfettamente questa regola, perché oltre a essere interessante e facile da memorizzare, è anche semplice da scrivere, pronunciare, ricordare, immutabile e facile da pronunciare anche nelle altre lingue, in grado di evocare emozioni e rappresentativo. Ciò premesso, resta fermo che la scelta del nome è comunque personale e resta di competenza del proprietario, indipendentemente da quello che propongono o suggeriscono i vari agenti di marketing.

Le tre regole per la scelta del nome di un hotel

La scelta del nome, però, può essere confortata e supportata da alcune piccole regole di convenienza soprattutto se si decide di fare una campagna promozionale attraverso il web o aumentare la propria visibilità online. In fondo, le regole principali sono solo 3 e dettate dalla ragionevolezza:

  • Scegliere un nome rilevante: dove per rilevante si intende un nome che sappia identificare la collocazione geografica o ne identifichi l’attrazione turistica più vicina senza banalizzare, oppure un nome che inquadra la caratteristica principale dell’hotel stesso. Ai fini della ricerca su internet sarebbe bene evitare nomi di hotel ovvi come Hotel Roma a Roma, perché digitando hotel Roma sulla barra di ricerca, i primi risultati riguardano tutti gli hotel o i migliori hotel a Roma.
  • Non scegliere o cambiare il nome dell’hotel solo in base alle regole SEO: a volte si può decidere di cambiare il nome della propria struttura ricettiva per una questione di re-branding, o per migliorarlo o per adattarlo a un nuovo contesto urbano, ma cambiare il nome fine a se stesso per aumentare la visibilità e il posizionamento sui motori di ricerca è sbagliato per una serie di motivi: in primis, i motori di ricerca oggi sono più intelligenti e hanno sviluppato algoritmi più selettivi e poi per una questione di coerenza soprattutto in termini di Local SEO dove indirizzo, nome e numero di telefono dell’hotel devono essere corrispondenti in tutti i siti in cui l’hotel è stato o viene regolarmente citato. Aggiornare le informazioni su tutti i siti e i portali e le pagine che menzionano l’hotel è spesso impresa titanica e se non viene svolto in modo sistematico e corretto, si gioca a sfavore della coerenza e della correttezza dell’informazione, nonché crea confusione nell’utente.
  • Evitare nomi troppo lunghi: la tendenza di creare un nome lungo per essere riconoscibili è errata perché si perde la facilità di scrittura, pronuncia o memorizzazione del nome. Se si desidera mettere in evidenza qualche caratteristica in più dell’hotel, si dovrà provvedere a creare una pagina nel sito dell’hotel ottimizzata con i termini e i contenuti che si vuole mettere in evidenza come la vicinanza ad un particolare luogo turistico, la presenza di locali, teatri o luoghi per l’intrattenimento o simili.

Infine, per gli opera spesso con gli stranieri, un’attenzione in più andrebbe prestata anche a loro, assicurandosi che il nome sia facile e univoco nella pronuncia per tutti o che non abbia dei cosiddetti “falsi amici” in altre lingue come nel caso del tedesco Bad Hotel, dove in tedesco “Bad” vuol dire Terme, ma per un turista inglese, il Bad Hotel non può essere altro che un “pessimo” hotel.

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Modello a cascata

Nella progettazione e nella realizzazione software come quella che l’azienda Area Software di Roma si occupa di fare, esistono diversi modelli di sviluppo che si adattano alle situazioni e alle caratteristiche del contesto e delle esigenze di chi desidera utilizzare il nuovo programma.
Tendenzialmente non esiste un modello migliore poiché, come ogni cosa, esiste quello più adatto, infatti spesso si cerca di combinare i diversi modelli tra loro per poterne creare uno specifico e puntuale nella soddisfacimento dei bisogni del cliente.
I modelli di sviluppo vengono suddivisi in tre tipologie: sequenziali, incrementali ed evolutivi.
In ingegneria del software, il modello tradizionale di ciclo di vita è il modello definito ‘’a cascata’’ o ‘’waterfall model’’, ciò che più di tutto caratterizza questo tipo di modello è l’esecuzione lineare di tutti i vari elementi che lo compongono, ogni fase infatti produce un output che funge da input per quella successiva.

Quali sono le principali fasi?

Il modello prevede le seguenti tappe:
lo studio di fattibilità che ha lo scopo di determinare se sia possibile e conveniente sviluppare il sistema in questione dal punto di vista tecnico e/o economico;
l’analisi dei requisiti con lo scopo di determinare le funzioni che il sistema andrà a svolgere e quindi il motivo della sua realizzazione;
la progettazione con lo scopo di trovare i metodi migliori per realizzare i requisiti precedentemente analizzati, individuando già i rapporti tra le parti;
lo sviluppo che ha l’obiettivo di sviluppare ed iniziare a dare forma al programma;
collaudo o test che prevedono la verifica del corretto funzionamento non solo del prodotto finale ma anche dei singoli componenti e di come riescono ad interagire tra di loro nei tempi prefissati;
la manutenzione che comprende tutte le attività che vanno adottate per migliorare e correggere il sistema nel corso del tempo dalla consegna in poi, in modo da mantenerlo in buone condizioni più a lungo possibile.

La sua importanza oggi

Questo è stato il primo modello utilizzato e che oggi è stato quasi del tutto abbandonato, esiste infatti solo come riferimento teorico che ogni sviluppatore deve conoscere e saper realizzare, si tratta infatti di un vero e proprio ‘’canone’’.
Il suo momento di maggior successo coincide con gli anni Settante perché si adattava perfettamente al linguaggio strutturale in uso allora; il limite di tale modello è dovuto dalla sua eccessiva rigidità che rende difficoltosi i miglioramenti e quindi diminuisce l’autonomia del possessore (che non è un esperto).

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Come pubblicizzare un prodotto in rete: 3 consigli

Pubblicizzare un prodotto in modo tradizionale è relativamente semplice. Basta servirsi di volantini, cartelloni pubblicitari, stampa etichette adesive per diffondere il più possibile il marchio ed il gioco è fatto. Ma come fare a sponsorizzare un prodotto sul web? Esistono dei metodi efficacissimi per far girare il nome di un brand, sia tra persone potenzialmente interessate ad un prodotto che non. Di cosa stiamo parlando? Scopriamolo subito in questa guida.

1. Aprite un sito

I siti sono dei biglietti da visita importantissime per le aziende. Permettono di mostrare i prodotti che si vendono, evidenziarne qualità ed usi specifici, definire delle fasce di prezzo e soprattutto permettono di creare un buon trampolino di lancio per i prodotto poco venduti o di ultima uscita. Un sito aziendale, però, deve essere strutturato graficamente in modo ordinato, al fine di facilitarne la navigazione; deve essere scritto in modo corretto ma non noioso e soprattutto deve essere corredato da immagini, video o altri contenuti multimediali al fine di attrarre gli occhi e l’attenzione dell’utente.

2. Usate i social media

Anche i social media possono essere un ottimo strumento per promuovere un nuovo prodotto. Basta semplicemente aprire una pagina (o profilo) nel proprio social preferito, e da li curarne tutta l’estetica ed i contenuti. Scrivete informazioni dettagliate sulla vostra azienda, numeri di telefono ed indirizzi email e cominciate a lavorare con i post. Un post efficace deve essere: breve, chiaro, deve chiamare in causa l’utente, stimolarne il commento e soprattutto convincerlo a visitare il vostro sito o il negozio fisico.

 

3. Aprite anche un blog aziendale

Avete già un sito web e vi sembra totalmente inutile aprire anche un blog aziendale? Sappiate che state sbagliando di grosso. I blog sono vetrine perfette in cui raccontare la propria azienda, la storia e tutto quello che avete fatto per ottenere i risultati raggiunti. Attraverso la scrittura di articoli ben fatti, corredati da immagini specifiche e ottimizzati lato seo (la seo serve per apparire in prima pagina sui motori di ricerca come Google) sarà possibile far conoscere in tempi brevi il vostro nome da chi non sa ancora praticamente nulla su di voi. Ma non finisce qui: con i blog potrete facilmente mostrarvi come gente che sa quello che dice, del settore, che vende e che propone prodotti attinenti con ciò di cui avete parlato. Insomma, è un’ottima vetrina di lancio, anche poco dispendiosa, utile per farvi pubblicità ma anche per farvi conoscere dai vostri potenziali clienti o meno.

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