Autore: admin

In queste settimane sono state rilasciate molto notizie in giro per il web riguardanti la piattaforma Crowdestate.eu. La società, da quando è sbarcata anche in Italia nel mese di maggio 2018, continua a far parlare di sé, per i vantaggi offerti e per la qualità del servizio. Si tratta di una piattaforma per investimenti immobiliari, che introduce però un sistema innovativo per guadagnare con gli immobili. Non bisogna pensare al real estate come al settore tradizionale in cui per investire bisogna disporre di capitali elevati. La piattaforma ha infatti introdotto nel settore il cosiddetto crowdfunding immobiliare, espressione che indica la raccolta fondi utilizzata per finanziare dei progetti nel settore degli immobili. La creazione di nuovi edifici e la compravendita di immobili sono attività che richiedono degli ingenti capitali e che non possono essere portate a termine senza la necessaria liquidità. Chi ha un progetto immobiliare ma non dispone della somma necessaria per farlo partire può scegliere di affidarsi allo strumento della raccolta fondi.

Il meccanismo è molto semplice: si definiscono i dettagli del proprio progetto, si sottopone il tutto a verifica da parte dello staff di Crowdestate e si spera di ricevere l’approvazione. Se il progetto viene approvato, viene immediatamente avviata una campagna per la raccolta dei fondi necessaria, alla quale prendono parte tutti gli investitori iscritti alla piattaforma e desiderosi di generare un profitto con il settore immobiliare. La diffusione della piattaforma e l’accrescersi della sua popolarità, hanno fatto nascere diverse curiosità tra i potenziali interessati. Per rispondere ad alcune delle curiosità degli investitori e di chi è alla ricerca di prestiti commerciali, è stato intervistato il country manager Italiano Niccolò Pravettoni, che si è mostrato disponibile e chiaro nel rispondere alle domande che gli sono state sottoposte.

La prima domanda che gli è stata posta è stata quella in merito ai vantaggi per i piccoli investitori. La piattaforma ha riscosso grande successo in questa categoria di clienti e ci si è dunque chiesti il perché. Il country manager Italiano è stato in grado di soddisfare questa curiosità, elencando la possibilità di diversificare gli investimenti, di accedere al settore immobiliare con un capitale ridotto e la velocità di esecuzione come principali punti di forza della piattaforma. In particolare, Niccolò Pravettoni ci ha tenuto a sottolineare l’importanza di una diversificazione dei propri investimenti. Questa diversificazione deve prevedere innanzitutto operazioni finanziarie in settori diversi ed il settore immobiliare non può essere escluso dal proprio portafoglio personale. In secondo luogo, la diversificazione deve essere fatta anche all’interno dello stesso settore. La piattaforma facilita questo processo, consentendo agli investitori di partecipare alle raccolte di fondi con un capitale minimo di ingresso di soli cento euro. Questo significa che anche chi dispone di un capitale ridotto potrà suddividerlo su diversi progetti immobiliari. Con la scelta di ottenere la liquidità attraverso una campagna di crowdfunding è stato possibile aprire il settore anche ai piccoli investimenti. L’unione fa la forza, il detto in questo caso calza a pennello, perché tanti investimenti minimi, anche di soli cento euro, possono consentire di giungere a delle cifre interessanti, sufficienti per avviare un progetto immobiliare.

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Sono moltissimi i lavori che si può decidere di fare da zero, così come le tipologie di impresa che, con un po’ di coraggio e un pizzico di follia, si possono aprire, anche da giovanissimi. Una di queste è l’impresa di pulizie a Roma, un’idea imprenditoriale sicuramente particolare, ma che può rivelarsi una buona strategia lavorativa e di investimento. Uno dei principali vantaggi, infatti, è che questa tipologia di impresa porta con sé un rischio economico molto limitato, trattandosi, di fatto, di un servizio molto richiesto con la possibilità di guadagnare anche margini piuttosto importanti. Vediamo assieme, allora, come è possibile aprire un’impresa di pulizie da zero e quali sono i passi da compiere.

Aprire un’impresa di pulizie: serve la partita Iva

Questo primo step accomuna tutte le tipologie di impresa, ovvero consiste nell’apertura doverosa della partita iva. In questo caso specifico, al momento dell’apertura della Partita Iva, si deve indicare anche il tipo di clientela a cui si mira, se, cioè, privati o commerciali. Qualora, infatti, l’utenza sia privata, l’impresa di pulizie finirà direttamente nell’albo degli artigiani, se, invece, l’utenza è commerciale, occorre la registrazione presso il Registro delle Imprese alla camera di commercio della provincia in cui si lavora. L’apertura di questo tipo di impresa non prevede un investimento economico eccessivo, anche se, come per tutte le idee imprenditoriali, sarà comunque doveroso avere un piccolo capitale iniziale con cui affrontare le prime spese e i tempi iniziali con pochi clienti. Inoltre, è bene sapere che se oltre alle pulizie standard, si vogliono offrire anche servizi più specifici, come la disinfestazione o la derattizzazione, occorrono anche certificazioni precise.

Secondo step: dipendenti e consulente

Affinché ci sia un’impresa, dovrebbero esserci anche dei dipendenti, da assumere regolarmente attraverso un contratto e a cui versare i contributi previsti dalla legge. Servirà anche l’iscrizione all’Inail, contro eventuali incidenti sul lavoro o infortuni. L’impresa avrà anche i suoi strumenti finanziari, come un conto corrente bancario, e un consulente di fiducia che sappia seguire l’andamento contabile e finanziario della ditta.

Impresa di pulizia: la strumentazione

L’ultimo step riguarda i prodotti e la strumentazione necessaria per poter svolgere il proprio lavoro. si comincia da un veicolo adatto al tipo di impresa, che consenta di potersi spostare con attrezzatura e prodotti al seguito, da un posto all’altro. Soprattutto all’inizio, poi, è una buona strategia anche pensare di investire un po’ nella promozione pubblicitaria, così da farsi conoscere nella città o nella zona in cui si intende lavorare e infine, bisognerà acquistare attrezzatura e prodotti per poter quanto meno cominciare a lavorare.

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Cyber Lex: start-up innovativa di successo

Cyber Lex è una start-up innovativa di successo nata 1 anno e mezzo fa da un team di ingegneri informatici ed avvocati con lunga esperienza nel settore del diritto alla privacy e della web reputation. La società ha elaborato migliaia di richieste di cancellazione di dati personali da Internet offrendo un vasto portafoglio di servizi legali digitali quali cancellazione di informazioni personali dal motore di ricerca, deindicizzazione di notizie da Google, cancellazione di risultati di ricerca Google ai sensi delle normative europee sulla privacy, lotta al cyber bullismo, rimozione di video contenenti contenuti espliciti e diffusi senza autorizzazione (“revenge porn”).

 

Il diritto alla cancellazione, conosciuto anche come diritto all’oblio, è un argomento di cui si parla da anni e che è stato riaffermato con l’entrata in vigore del GDPR 2018, ovvero delle leggi europee per la privacy che sono diventate effettive nel maggio del 2018. Per quanto riguarda in modo specifico il diritto alla cancellazione dei dati personali, è utile soffermarsi sull’articolo 17, al quale è stato dato proprio un titolo omonimo. Bisogna fare attenzione a non pensare che il diritto all’oblio sia da riferirsi solo al motore di ricerca Google, sono in molti infatti a commettere questo errore. Google sicuramente è il motore di ricerca più utilizzato al mondo e il principale strumento per accedere alle informazioni, tra cui anche informazioni personali di utenti che sono più o meno a conoscenza della presenza di queste stesse informazioni in rete. Questo non significa però che sia l’unico interessato dall’articolo 17 del GDPR 2018. C’è un aspetto del diritto alla cancellazione dei dati personali dai motori ricerca che non è stato chiarito a dovere dalla nuova normativa. Trattandosi di una normativa Europea, non è chiaro se il processo di “delinkizzazione” – compito che viene richiesto a Google nel caso in cui la richiesta dovesse essere approvata, ovvero, il motore di ricerca deindicizza i collegamenti alle pagine web che vengono segnalate – debba rendere le risorse inaccessibili solo in territorio Europeo o in tutto il mondo. A far sorgere il dubbio è proprio il fatto che il GDPR è una normativa Europea e che in altri paesi vigono leggi sulla privacy differenti, alle quali in linea teorica bisognerebbe far riferimento. Google ha per ora proceduto a rendere inaccessibili le risorse dai paesi Europei, ma secondo il governo francese l’eliminazione dei link dovrebbe avvenire per tutto il mondo. C’è già stato un caso in cui il Garante Italiano ha imposto al motore di ricerca una politica diversa: un Italiano residente in America ha chiesto che venissero rimossi dei link a risorse a lui collegate e questi link sono stati resi inaccessibili anche in America, non solo in Europa. Il nuovo GDPR introduce però una novità sul diritto all’oblio, che prima di questa normativa non era stata presa in considerazione. Vi è adesso anche la voce riguardante il diritto di opposizione dell’interessato, descritto nell’articolo 21. Viene in questo modo stabilito il diritto dell’interessato di opporsi, quando lo desidera, al trattamento dei suoi dati personali. Quando l’interessato esprime la volontà che venga applicato questo diritto, chi si occupa del trattamento deve interrompere l’utilizzo dei dati in questione, a meno che non sussistano delle condizioni specifiche descritte nella stessa normativa. C’è anche un altro aspetto fondamentale da sottolineare, introdotto con le nuove leggi Europee sulla privacy. Nel caso in cui l’interessato invii una richiesta, il dovere di controllare e di rimuovere i dati diventa a carico del titolare se è stato lui a rendere pubbliche queste stesse informazioni. E’ una novità importante, introdotta per semplificare e velocizzare il processo di controllo delle richieste e di applicazione dei diritti. In realtà vi sono delle criticità per il titolare del trattamento, da cui sono partite delle critiche alla normativa: al titolare infatti non viene solo richiesto di eliminare le informazioni in suo possesso, ma anche di fare da tramite per far sì che le informazioni non vengano utilizzate dagli altri che le hanno ricevute dallo stesso titolare. Attuare questo punto non sarà semplice e sono in atto delle verifiche per valutare come fare per semplificare la procedura.

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Milano, 7 giugno 2018 – YoAgents (http://yoagents.com), piattaforma web e app per creare reti commerciali “on demand” e “aperte” per la promozione di servizi digitali su internet, chiude un aumento di capitale da 415.000 Euro e arriva sugli store (App Store e Play Store). L’aumento di capitale è stato sottoscritto daAtandia, veicolo di investimento di Enrico Deluchi, ex Amministratore Delegato di Canon Italia; Moffu Labs, network di investitori e business angel focalizzato sulle startup tecnologiche;Boost Heroes, holding di investimenti in aziende nelle prime fasi di sviluppo e ad alto potenziale di scalabilità fondata da Fabio Cannavale e Loris Lanzellotti; 3LB Seed Capital, società guidata da Alberto Emprin, Angel Investor e Innovation Advisor;Lorenzo Dal Verme e Digital Magics.

Grazie a questa operazione YoAgents ha sviluppato e potenziato la tecnologia e il software, lanciato la nuova applicazione (disponibile su App Store e Play Store), ridefinendo e ampliando il modello di business grazie all’offerta di nuove funzionalità.

YoAgents, startup nata proprio all’interno del più importante incubatore di startup digitali “Made in Italy” attivo su tutto il territorio italiano, rappresenta un asset strategico per la crescita delle partecipate di Digital Magics, che detiene attualmente il 63,73% delle quote della società. Le startup hanno infatti l’opportunità di proporre i loro prodotti e servizi avendo a disposizione una rete commerciale nazionale dedicata.

Sono oltre 2000 gli ambassador attivi – agenti, rappresentanti, venditori e giovani talenti commerciali – all’interno della piattaforma di lead generation door to door. Tramite l’app YoAgents possono scegliere i servizi, proporsi, scaricare i materiali di vendita, creare convenzioni con esercizi commerciali (fitness, ho.re.ca., retail, ecc…), visualizzare i compensi maturati e richiederli direttamente.

Le aziende partner di YoAgents – startup e PMI fra cui Restopolitan, Groupalia, Fitprime, Experteasy, Foodscovery – hanno a disposizione su http://yoagents.com una dashboard per gestire la rete di ambassador, visualizzare in tempo reale i risultati delle campagne e il valore generato da YoAgents.

Giuseppe Impellitteri, Partnership Manager di Groupalia, commenta: “Grazie agli ambassador di YoAgents abbiamo stipulato tantissime nuove convenzioni ed è stato un partner ideale per il rilancio di Groupalia”.

Damiano Rossi, Chief Business Development Officer e Co-Founder di Fitprime, ha commentato: “La partnership con YoAgents ci ha permesso con solo un mese di aumentare del 20% l’acquisizione delle palestre”.

L’Amministratore Delegato di YoAgents è Pierluigi Casolari, imprenditore seriale nel settore digital e mobile. Ha fondato nel 2006 Koinup, primo social network in Italia, venduto alla multinazionale Exit Reality. Nel 2012 è stato il fondatore della piattaforma di proximity marketing CheckBonus, entrata nel 2016 nel Gruppo Mediaset.

Pierluigi Casolari, CEO di YoAgents, ha dichiarato: “Ho accolto con entusiasmo questo incarico in YoAgents, che ha un team di 10 persone focalizzato e dinamico e un modello vincente in un segmento fortemente in espansione. La fiducia, che i nostri nuovi investitori e soci ci hanno dimostrato, conferma che YoAgents è un importante strumento di crescita per le startup e le PMI. Grazie a noi potranno creare la loro struttura commerciale e aumentare il loro business”.

Edmondo Sparano, Consigliere e Chief Digital Officer di Digital Magics, dichiara: “Continuiamo a sostenere lo sviluppo di YoAgents, con cui abbiamo aggiunto un altro asset molto importante per il nostro incubatore. Le neoimprese digitali e le piccole medie imprese innovative potranno, grazie a questa piattaforma, proporre i loro servizi su tutto il territorio nazionale tramite la rete commerciale di YoAgents. Diamo il benvenuto a Pierluigi nella nostra squadra: la sua esperienza di oltre 15 anni nel digitale sarà determinante anche per la scalabilità a livello internazionale del nostro progetto, che non solo è strategico per la crescita delle startup di Digital Magics, ma anche dell’intero ecosistema dell’innovazione in Italia”.

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Modello a cascata

Nella progettazione e nella realizzazione software come quella che l’azienda Area Software di Roma si occupa di fare, esistono diversi modelli di sviluppo che si adattano alle situazioni e alle caratteristiche del contesto e delle esigenze di chi desidera utilizzare il nuovo programma.
Tendenzialmente non esiste un modello migliore poiché, come ogni cosa, esiste quello più adatto, infatti spesso si cerca di combinare i diversi modelli tra loro per poterne creare uno specifico e puntuale nella soddisfacimento dei bisogni del cliente.
I modelli di sviluppo vengono suddivisi in tre tipologie: sequenziali, incrementali ed evolutivi.
In ingegneria del software, il modello tradizionale di ciclo di vita è il modello definito ‘’a cascata’’ o ‘’waterfall model’’, ciò che più di tutto caratterizza questo tipo di modello è l’esecuzione lineare di tutti i vari elementi che lo compongono, ogni fase infatti produce un output che funge da input per quella successiva.

Quali sono le principali fasi?

Il modello prevede le seguenti tappe:
lo studio di fattibilità che ha lo scopo di determinare se sia possibile e conveniente sviluppare il sistema in questione dal punto di vista tecnico e/o economico;
l’analisi dei requisiti con lo scopo di determinare le funzioni che il sistema andrà a svolgere e quindi il motivo della sua realizzazione;
la progettazione con lo scopo di trovare i metodi migliori per realizzare i requisiti precedentemente analizzati, individuando già i rapporti tra le parti;
lo sviluppo che ha l’obiettivo di sviluppare ed iniziare a dare forma al programma;
collaudo o test che prevedono la verifica del corretto funzionamento non solo del prodotto finale ma anche dei singoli componenti e di come riescono ad interagire tra di loro nei tempi prefissati;
la manutenzione che comprende tutte le attività che vanno adottate per migliorare e correggere il sistema nel corso del tempo dalla consegna in poi, in modo da mantenerlo in buone condizioni più a lungo possibile.

La sua importanza oggi

Questo è stato il primo modello utilizzato e che oggi è stato quasi del tutto abbandonato, esiste infatti solo come riferimento teorico che ogni sviluppatore deve conoscere e saper realizzare, si tratta infatti di un vero e proprio ‘’canone’’.
Il suo momento di maggior successo coincide con gli anni Settante perché si adattava perfettamente al linguaggio strutturale in uso allora; il limite di tale modello è dovuto dalla sua eccessiva rigidità che rende difficoltosi i miglioramenti e quindi diminuisce l’autonomia del possessore (che non è un esperto).

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Fra i relatori Luigi De Magistris*, Sindaco di Napoli; Valeria Fascione, Assessore della Regione Campania e Antonio Pescapè, Professore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II

 

Apertura lavori 15:30. Per partecipare all’evento: gioin@digitalmagics.com

 

 

Milano/Napoli, 10 maggio 2018 – GIOIN, il primo network in Italia dedicato all’innovazione delle imprese, ritorna con il secondo appuntamento per il 2018 a Napoli, Martedì 15 maggio, e affronta il tema IMPRESA 4.0 all’interno dell’Innovation Hub di Banco di Napoli (Gruppo Intesa Sanpaolo) e Università Federico II.

 

Come costruire un’impresa 4.0? Il Piano industriale del Ministero dello Sviluppo Economico ha dato indicazioni precise e incisive su cosa fare, tenendo conto delle specificità del Made in Italy, lavorando sui punti di debolezza e sostenendo il potenziale del Paese. Bisogna partire dall’innovazione, dalla formazione e dalle competenze digitali per il futuro della nostra economia.

 

GIOIN è un’iniziativa di Digital Magics, il più importante incubatore di startup digitali “Made in Italy” attivo su tutto il territorio Italiano.

I PROTAGONISTI DEL SECONDO EVENTO GIOIN

Dalle 15:30 interverranno: Luigi De Magistris*Sindaco di NapoliValeria Fascione, Assessore all’Innovazione, Startup e Internazionalizzazione Regione CampaniaAntonio Pescapè, Professore Ordinario di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione Università degli Studi di Napoli Federico II; Ruggero Recchioni, Head of Industry Innovation Intesa SanpaoloGiancarlo Tammaro, Responsabile Coordinamento Territoriale Prodotti e Segmenti Direzione Regionale Campania, Basilicata, Calabria e Puglia Intesa SanpaoloAlessandro Lizzi, Director di Deloitte DigitalSimone Marchetti, Digital Supply Chain Sales Development Manager Oracle Italia; Alberto Fioravanti, Fondatore, Presidente e CTO di Digital Magics; Layla Pavone, Consigliere e Chief Innovation Marketing e Communication Officer di Digital Magics e Gennaro Tesone, Partner di Digital Magics.

Dalle 17:15 6 startup presenteranno le loro innovazioni e soluzioni per le imprese 4.0.

PARTNER DEL GIOIN

Main partner del GIOIN per il secondo anno consecutivo è il Gruppo Intesa Sanpaolo che, dopo il successo e l’interesse riscontrato da parte delle aziende nella scorsa edizione, rinnova la collaborazione con Digital Magics. Sono inoltre partner del GIOIN 2018 importanti aziende come il team Officine Innovazione di Deloitte, Cisco, Fastweb, Oracle e SisalPay. Media partner del GIOIN 2018 è il Gruppo 24 ORE.

 

L’OPEN INNOVATION CON DELOITTE

Oltre al GIOIN, Officine Innovazione S.r.l., la startup di Deloitte dedicata all’innovazione e focalizzata sullo sviluppo di soluzioni innovative per le aziende, ha firmato un accordo di partnership sull’Open Innovation con Digital Magics. L’obiettivo è creare una piattaforma collaborativa per supportare le aziende nei loro processi di innovazione e digitalizzazione attraverso l’incontro con le migliori startup innovative italiane – grazie allo scouting sistematico e all’identificazione di progetti sinergici per generare valore aggiunto in termini di efficacia ed efficienza. La prima iniziativa nata da questa partnership è FoodForward – www.food-forward.it  – il primo acceleratore corporate per il FoodTech.

 

GIOIN – OPEN INNOVATION SUMMIT 2018

Il terzo incontro del GIOIN si svolgerà il 6 e il 7 luglio a Saint Vincent e parteciperanno i principali protagonisti del digitale, istituzioni, aziende, investitori, incubatori, startupper che si confronteranno per fare il punto della situazione, in termini evolutivi, di tutto l’ecosistema dell’innovazione italiana.

CHE COS’È IL GIOIN

Il GIOIN è ideato per approfondire le opportunità dell’innovazione aperta di processi, prodotti e servizi, utilizzando le piattaforme tecnologiche, grazie la collaborazione con le startup innovative. Il GIOIN è focalizzato infatti sulla condivisione di esperienze concrete e di “case history”, coinvolgendo imprenditori e startupper che stanno mettendo in pratica il paradigma dell’Open Innovation nei loro settori.

 

GIOIN – Gasperini Italian Open Innovation Network – nasce da un’idea di Enrico Gasperini, Fondatore di Digital Magics e riconosciuto pioniere nell’innovazione, scomparso prematuramente a novembre 2015. GIOIN, in sostanza, offre alle aziende percorsi di informazione, formazione e condivisione per accedere a strumenti di supporto e stimoli per la ricerca di soluzioni non convenzionali, fondamentali per affrontare la sfida dell’innovazione, migliorare i processi industriali, generare valore e ideare nuovi prodotti e servizi, attraverso le startup innovative digitali. Scopo del GIOIN è formare gli Innovation Officer del futuro all’interno delle imprese.

 

Per consultare l’agenda di GIOIN IMPRESA 4.0http://www.gioin.it/it/eventi/impresa-4-0

Per maggiori informazioni e per accreditarsi all’evento del 15 maggio: gioin@digitalmagics.com

 

Technical partner di GIOIN 2018 sono: Talent Garden e Dol.

 

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Come pubblicizzare un prodotto in rete: 3 consigli

Pubblicizzare un prodotto in modo tradizionale è relativamente semplice. Basta servirsi di volantini, cartelloni pubblicitari, stampa etichette adesive per diffondere il più possibile il marchio ed il gioco è fatto. Ma come fare a sponsorizzare un prodotto sul web? Esistono dei metodi efficacissimi per far girare il nome di un brand, sia tra persone potenzialmente interessate ad un prodotto che non. Di cosa stiamo parlando? Scopriamolo subito in questa guida.

1. Aprite un sito

I siti sono dei biglietti da visita importantissime per le aziende. Permettono di mostrare i prodotti che si vendono, evidenziarne qualità ed usi specifici, definire delle fasce di prezzo e soprattutto permettono di creare un buon trampolino di lancio per i prodotto poco venduti o di ultima uscita. Un sito aziendale, però, deve essere strutturato graficamente in modo ordinato, al fine di facilitarne la navigazione; deve essere scritto in modo corretto ma non noioso e soprattutto deve essere corredato da immagini, video o altri contenuti multimediali al fine di attrarre gli occhi e l’attenzione dell’utente.

2. Usate i social media

Anche i social media possono essere un ottimo strumento per promuovere un nuovo prodotto. Basta semplicemente aprire una pagina (o profilo) nel proprio social preferito, e da li curarne tutta l’estetica ed i contenuti. Scrivete informazioni dettagliate sulla vostra azienda, numeri di telefono ed indirizzi email e cominciate a lavorare con i post. Un post efficace deve essere: breve, chiaro, deve chiamare in causa l’utente, stimolarne il commento e soprattutto convincerlo a visitare il vostro sito o il negozio fisico.

 

3. Aprite anche un blog aziendale

Avete già un sito web e vi sembra totalmente inutile aprire anche un blog aziendale? Sappiate che state sbagliando di grosso. I blog sono vetrine perfette in cui raccontare la propria azienda, la storia e tutto quello che avete fatto per ottenere i risultati raggiunti. Attraverso la scrittura di articoli ben fatti, corredati da immagini specifiche e ottimizzati lato seo (la seo serve per apparire in prima pagina sui motori di ricerca come Google) sarà possibile far conoscere in tempi brevi il vostro nome da chi non sa ancora praticamente nulla su di voi. Ma non finisce qui: con i blog potrete facilmente mostrarvi come gente che sa quello che dice, del settore, che vende e che propone prodotti attinenti con ciò di cui avete parlato. Insomma, è un’ottima vetrina di lancio, anche poco dispendiosa, utile per farvi pubblicità ma anche per farvi conoscere dai vostri potenziali clienti o meno.

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Investimenti giovani, le migliori opportunità

Sono pochi ma buoni. Si tratta dei giovani risparmiatori, una fetta magari esigua della popolazione italiana ma che lavora, produce e ha voglia di far fruttare i propri risparmi, anche contenuti magari, per un domani più sereno. Gli under 30 o 35 che hanno voglia o intenzione di investire qualche risparmio mensile cosa possono inventarsi? Sicuramente esistono moltissime forme di investimento, di maggiore o minore entità, da prendere in considerazione soprattutto per pensare a una vecchiaia più tranquilla visti i salari contenuti e l’età pensionabile sempre più irraggiungibile per molti. Perché, allora, lasciare fermi quei pochi risparmi sui conti correnti che non rendono e, al contrario, rappresentano anche una spesa annuale non trascurabile? Vediamo insieme, allora, quali sono le opportunità più efficaci e convenienti tra gli investimenti giovani.

Investimenti giovani, quali sono i primi passi da fare

Quale è la prima cosa da fare quando si parla di investimenti giovani? Sicuramente risparmiare! Anche poco, piccole cifre mensili o una piccola cifra extra, che potrebbe trasformarsi in un piccolo investimento per la casa o per la famiglia o anche per la vecchiaia. Per riuscirci tuttavia, c’è bisogno di investire nel modo giusto i propri risparmi, soprattutto se si tratta di una somma non enorme. Se da una parte, soprattutto per i giovani, il risparmio sembra un miraggio, pensiamo però che non serve accantonare chissà quanti euro, piuttosto occorre farlo in modo mirato e investendo nella maniera più efficace possibile. Un altro aspetto da valutare, poi, è l’analisi delle proprie spese mensili. Spesso sperperiamo soldi senza nemmeno rendercene conto, è opportuno, quindi, fare in modo di tenere sempre sotto osservazione le proprie spese, magari con un monitoraggio mensile, così da avere un quadro chiaro di quanto abbiamo da spendere e quanto da investire.

Investimenti giovani, le strategie migliori

Per individuare la migliore strategia di investimento per chi è ancora molto giovane, occorre capire se si tratta di un investimento una tantum, ad esempio relativa a una somma extra per un regalo, un premio, una donazione, oppure se si riesce ad accontentare una piccola cifra tutti i mesi. A seconda della specifica situazione, infatti, si può scegliere una forma di investimento che vada a prelevare periodicamente una somma, anche piccola, dallo stipendio o comunque dal proprio conto corrente, oppure l’acquisto di titoli, magari sicuri e a lunghissima durata, tenendo conto della loro convenienza, come nel caso del rendimento btp. Cerchiamo quindi di capire se per l’investimento abbiamo soltanto un capitale a nostra disposizione, oppure se possiamo risparmiare qualcosa ogni mese e assicurarci magari un investimento maggiore. Dipende da noi, dalle nostre aspettative e anche dal tipo di fatica e sacrificio che intendiamo fare.

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GREEN ALLEY AWARD 2018: IL CONTRIBUTO DI ERP ITALIA ALLA RICERCA DI STARTUP DELL’ECONOMIA CIRCOLARE

Il Green Alley Award dà il via alla nuova edizione: imprenditori e startup dell’economia circolare hanno la possibilità di presentare le loro idee di business. ERP – European Recycling Platform e Landbell Group, ideatore del Founder’s Award, incoraggiano le giovani imprese a competere con i propri progetti e tecnologie: bando aperto fino al 1° luglio 2018.

Milano, 10 aprile 2018 –  Erp Italia, tra i primi Sistemi Collettivi no profit in Italia in termini di raccolta di rifiuti di apparecchiature elettriche (RAEE) e rifiuti di pile e accumulatori (RPA), è partner italiana del Green Alley Award 2018, concorso europeo per le startup che si occupano di economia circolare.

Il premio si rivolge a tutte le startup e ai giovani imprenditori che abbiano sviluppato un modello di business nelle aree dell’economia circolare digitale, del riciclo e del trattamento dei rifiuti.

Nello specifico, il bando è rivolto a società che stiano per lanciare sul mercato i loro prodotti o servizi, oppure che sono già in fase di crescita o che desiderino espandersi in altri mercati europei. L’unica condizione è che l’idea di business abbia l’obiettivo di soddisfare il concetto di economia circolare e generare risorse dal riciclo.

Il Green Alley Award nasce nel 2014 per volontà di Landbell Group con l’intento di voler valorizzare e incentivare il passaggio a una economia circolare. Founder e startup hanno la possibilità di presentare i loro progetti innovativi. Entro il 1° luglio 2018 è possibile inviare online la richiesta di partecipazione al GAA 2018 tramite il sito web www.green-alley-award.com. Il vincitore verrà proclamato durante la finale di ottobre a Berlino, in occasione della quale dovrà presentare il proprio progetto.

Molte idee per un obiettivo comune: un’economia circolare

 “Siamo felici che il Green Alley Award abbia raggiunto la sua quinta edizione quest’anno”, ha affermato Jan Patrick Schulz, CEO di Landbell Group. L’azienda, attiva a livello mondiale con base a Magonza (Germania), è uno dei principali fornitori di servizi e consulenza per la conformità ambientale e chimica internazionale.

“Negli ultimi anni siamo venuti a conoscenza di tante idee di business innovative ed entusiasmanti che mostrano in un modo speciale come sia possibile costruire gradualmente un’economia circolare in Europa.” In un’economia circolare, il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse deve rimanere all’interno del ciclo economico il più a lungo possibile e, allo stesso tempo, generare meno rifiuti possibile. “Nella nostra attuale economia lineare, non tutti i prodotti vengono riciclati al termine del loro ciclo di vita, sprecando così materiali preziosi”.

“Siamo molto orgogliosi di poter fornire il nostro contributo alla formazione di una cultura europea del riciclo, diffusa e condivisa con comunità locali, enti, associazioni”, aggiunge Umberto Raiteri, CEO di ERP – European Recycling Platform.

“Essere parte integrante di un’importante piattaforma europea ci consente non solo di trasferire ai Produttori i benefici di un’esperienza e di un know-how ampiamente validati in sede internazionale, ma anche di contribuire alla sensibilizzazione dei cittadini e delle istituzioni verso temi di ampio interesse come la tutela ambientale e l’importanza dell’economia circolare”.

Che si tratti di evitare la plastica, dello sviluppo di materiali sostenibili o del molteplice uso dei prodotti, l’economia circolare possiede un enorme potenziale commerciale, sia per i giovani imprenditori che per le startup. Basta guardare la varietà delle idee dei vincitori del GAA degli anni passati. Nel 2017 la startup finlandese Sulapac ha convinto la giuria con un’alternativa sostenibile al packaging di plastica. I due scienziati, Suvi Haimi e Laura Kyllönen, avevano sviluppato un materiale da imballaggio in legno, quindi biodegradabile, ma resistente all’acqua che conservava i vantaggi dell’impermeabilità della plastica. Oggi quel tipo di packaging è utilizzato principalmente nell’industria cosmetica. Un’altra importante innovazione degli scorsi anni è “Breathaboard” di Adaptavate, un’alternativa traspirante e riciclabile al convenzionale cartongesso, oppure l’imballaggio riutilizzabile per spedizioni della startup finlandese RePack.

L’obiettivo del Green Alley Award è quello di riunire i pionieri dell’economia circolare, lavorare insieme sul loro modello di business e, idealmente, farli conoscere a potenziali aziende interessate a progetti innovativi. “Vogliamo offrire agli imprenditori una piattaforma per presentare le loro idee e svilupparle insieme a noi”, afferma Schulz. “I finalisti avranno l’opportunità di avere uno scambio intensivo di idee con i nostri esperti durante i workshop.”

 Come bisogna procedere?

 Le startup e gli imprenditori interessati di tutta Europa devono inviare le proprie idee entro il 1° luglio 2018. Tra tutti gli iscritti, verranno selezionati sei finalisti che parteciperanno al GAA (la comunicazione avverrà a inizio settembre). I finalisti sono invitati a Berlino il 18 ottobre per lavorare sul proprio modello di business in sessioni di incontri individuali con professionisti di LBG ed esperti esterni di economia circolare e startup. Al termine della giornata, i finalisti presenteranno i loro progetti sul palco, in un pitch di 5 minuti, di fronte a una giuria di esperti e a un pubblico internazionale. La giuria è composta dai rappresentanti di Landbell Group ed esperti esterni tra cui Alexis Figeac, ideatore del progetto europeo R2Pi sui modelli di business dell’economia circolare, e Suvi Haimi, CEO e co-fondatore della startup Sulapac, vincitrice del Green Alley Award 2017.

Il vincitore del Green Alley Award 2018 riceverà un premio in denaro di 25.000 €.

 

Informazioni sul Green Alley Award

Il Green Alley Award è il primo concorso per startup e imprenditori nell’economia circolare.

La nostra missione è trasformare l’economia lineare in circolare e rivoluzionare il settore dei rifiuti e del riciclo così come lo conosciamo oggi. Il concorso annuale europeo fu creato nel 2014 da Landbell Group, uno dei principali fornitori di servizi globali, insieme alla pionieristica piattaforma tedesca di crowdfunding Seedmatch. Col tempo si sono aggiunti altri partner: Bethnal Green Ventures, l’acceleratore di business sociale inglese per startup che utilizzano la tecnologia per migliorare la vita delle persone, e R2Pi, un progetto europeo Horizon 2020 sui modelli di business dell’economia circolare.

Per ulteriori informazioni: green-alley-award.com/

 Informazioni su ERP

La European Recycling Platform è stata fondata nel 2002 in risposta all’introduzione della Direttiva dell’Unione europea sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). La missione di ERP è garantire l’implementazione efficiente e di alta qualità della direttiva, a vantaggio dei suoi member e dell’ambiente.

Nel giugno 2014, ERP è entrata a far parte di Landbell Group, un fornitore internazionale di servizi e consulenza per la conformità chimica e ambientale. ERP e Landbell Group hanno raccolto più di 7 milioni di tonnellate di imballaggi, più di 3 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici e più di 50.000 tonnellate di batterie portatili.

ERP è la prima e unica organizzazione paneuropea operante in Austria, Danimarca, Finlandia, Germania, Irlanda, Israele, Italia, Norvegia, Polonia, Portogallo, Francia, Slovacchia, Spagna, Svezia e Regno Unito. Trasmettendo ai clienti i vantaggi delle operazioni di riciclo multinazionali, ERP ha dato prova di essere la soluzione più competitiva per le aziende nei paesi in cui opera per la conformità di RAEE, pile e imballaggi, nonché per i servizi di ritiro.

Per ulteriori informazioni su ERP, visitare il sito www.erp-recycling.org

European Recycling Platform – ERP Italia

ERP Italia società consortile senza scopo di lucro è un Sistema Collettivo, tra i principali Consorzi RAEE, che si fa carico della gestione a norma dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), degli RPA (Rifiuti da Pile e Accumulatori) e dei rifiuti da pannelli fotovoltaici sull’intero territorio nazionale. ERP assolve agli obblighi di legge in capo ai Produttori per la gestione dei rifiuti di AEE, Pile e accumulatori a scopo di riciclo ai sensi della Direttiva Europea 2012/19/EU recepita in Italia con D.Lgs. 49/2014 per le AEE e del D.Lgs. 188/2008 per Pile e accumulatori. ERP Italia è la filiale italiana di ERP – European Recycling Platform.

Per ulteriori informazioni: www.erp-recycling.it

Informazioni su Landbell Group

Landbell Group è uno dei principali fornitori di servizi e consulenza per la conformità ambientale e chimica internazionale. Dal 1995, l’azienda ha aiutato 25.000 clienti in più di 40 paesi a implementare la loro responsabilità estesa del produttore (EPR) e altri requisiti riguardanti prodotti e imballaggi. Inoltre, Landbell Group supporta i fabbricanti e i commercianti in quanto partner competenti nel cammino verso l’economia circolare. Oltre a 35 sistemi di ritiro per diversi flussi di rifiuti in tutta Europa, fanno parte del portfolio di Landbell Group anche la consulenza e il software.

Per ulteriori informazioni: www.landbell-group.com

Per ulteriori informazioni su ERP, visitare: www.erp-recycling.it

oppure scrivere a: italy@erp-recycling.org

Ufficio stampa:

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STAYCOOL PREMIATA COME MIGLIORE IDEA DI STARTUP

L’evento finale del progetto “Ecosistema Together” premia la migliore idea di innovazione con un viaggio in Silicon Valley

Roma 10 aprile 2018 – Si è concluso oggi a Roma il progetto “Ecosistema Together” con la premiazione di Staycool, l’idea imprenditoriale per il risparmio energetico scelta come migliore startup tra quelle nate nel corso delle 5 tappe del percorso progettuale.

A Alessandro Benedetti, componente del team vincitore, è andato il premio speciale messo a disposizione da Federmanager: la partecipazione allo Study Tour di Federmanager Academy in Silicon Valley in programma a giugno.

Ecosistema Together è un progetto realizzato da Federmanager Academy, la Management School della Federazione, con la collaborazione di Digital Magics, il più importante incubatore di startup digitali “Made in Italy”, attivo su tutto il territorio Italiano, e patrocinato da Fondirigenti, il Fondo interprofessionale per la formazione dei dirigenti promosso da Confindustria e Federmanager.

Il percorso ha preso l’avvio a Roma nel mese di gennaio e ha toccato, in cinque tappe, tutto il territorio italiano con l’obiettivo di creare un ecosistema virtuoso in cui sviluppare l’innovazione. Una attività intensa di confronto e lavoro qualificato che ha visto protagoniste oltre 20 imprese aderenti a Fondirigenti, più di 20 startup italiane, selezionate da Digital Magics, e tanti manager e professionisti che hanno agito come freelance o a supporto delle stesse aziende e startup.

Per valutare i progetti innovativi che durante i 5 incontri sono nati dalla sinergia tra aziende, startupper e manager, è stata creata una commissione ad hoc composta da Mario Cardoni, Direttore generale di Federmanager, Costanza Patti, Direttore generale di Fondirigenti, Giacomo Gargano, Presidente di Federmanager Roma, Helga Fazion e Federico Mioni, rispettivamente Presidente e Direttore di Federmanager Academy, Layla Pavone, Chief Innovation Marketing e Communication Officer di Digital Magics e Marco Guarna, Partner di Digital Magics Roma.

«Con questo progetto – ha dichiarato Helga Fazion, Presidente di Federmanager Academy – ci eravamo proposti di unire in uno stesso ambito di lavoro giovani startupper e dirigenti in servizio e anche in ricollocazione, per creare una contaminazione positiva».

«Siamo contenti – ha detto ancora Helga Fazion – di aver coinvolto, anche grazie all’assistenza costante e qualificata di Digital Magics, più di 120 persone, circa 25 aziende, e di aver realizzato i 5 eventi in varie aree del Paese, compreso il Sud Italia, a cui si aggiunge questa giornata di chiusura a Roma, in cui vediamo nella stessa sala quei gruppi di interlocutori che si sono confrontati e che oggi sono in competizione per aggiudicarsi il riconoscimento di “migliore idea di innovazione radicale”».

«I risultati delle iniziative strategiche di Fondirigenti, tra le quali rientra Ecosistema Together, – ha dichiarato Carlo Poledrini, Presidente del Fondo sostenitore del progetto – favoriscono l’innovazione e offrono indicazioni sulle aree di fabbisogno utili alla definizione delle future attività di supporto alla managerializzazione delle imprese, con particolare attenzione alle PMI».

«Questo progetto, che si conclude oggi con l’evento finale di un percorso di cinque tappe in tutta Italia per l’in-formazione tra nuova imprenditorialità, manager e aziende, ha riscontrato un grande successo non solo per i risultati in termine di presenze, ma soprattutto per la qualità dei protagonisti» ha dichiarato Marco Gay, Amministratore Delegato di Digital Magics.

«Due delle startup che abbiamo selezionato per Ecosistema Together – ha proseguito ancora Marco Gay – hanno vinto in questi mesi importanti premi e riconoscimenti e durante gli incontri sono stati creati progetti industriali molto interessanti in campo IoT, food, fashion e learning che hanno risposto, in maniere concreta e innovativa, alle esigenze delle imprese partecipanti e aderenti a Fondirigenti, che sono leader nei loro settori di riferimento a livello nazionale e locale. Come Digital Magics, grazie a questa collaborazione con Federmanager Academy, siamo soddisfatti di aver potuto contribuire a creare innovazione aperta alle imprese partner, ed è importante per noi continuare a confrontarci e a portare la cultura dell’innovazione digitale proprio partendo dai territori».

«Abbiamo messo a lavorare insieme sistemi che nella realtà spesso faticano a dialogare. Perciò, grazie a questo progetto, oggi non vince solo la migliore startup, ma vincono tutti: manager, giovani innovatori, imprese – ha affermato il Presidente Federmanager, Stefano Cuzzilla -. Il compito della nostra Organizzazione è quello di garantire competitività e sviluppo al Paese anche facilitando i processi che valorizzano l’incontro tra idee, talenti e competenze. Nell’epoca 4.0 il management svolge un ruolo fondamentale nella costruzione di nuovi ecosistemi».

 

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