Autore: admin

Le tendenze e le tecniche di marketing digitale cambiano di continuo. Ciò che ha funzionato per la campagna di marketing dello scorso anno potrebbe non funzionare oggi. Quelle che una volta erano le migliori pratiche sono ora le tattiche che si vogliono evitare a tutti i costi.

Rimanere nel giro del mondo del marketing digitale in continua evoluzione è difficile. Mantenere la propria azienda al di sopra delle tendenze è frustrante e richiede molto tempo.

Come azienda in crescita, la necessità di un leader focalizzato e forte è più grande che mai. Ciò significa che avrai bisogno di una persona dedicata per mantenere a galla la tua strategia di marketing. Pertanto, assumere un consulente di marketing digitale può essere l'opzione più ideale per il tuo business.

Comprendere la strategia di marketing

Prima di assumere un consulente di marketing, è importante capire la tua strategia di marketing. Quali tattiche stai usando? Quali tattiche stanno producendo risultati e quali no?

Il processo di consultazione è più facile se hai una solida conoscenza della tua strategia di marketing. Prendi nota di quali tecniche stai utilizzando e della loro efficacia.

Avrai anche un'idea dei risultati che stai cercando. Vuoi più traffico sul sito web? Hai bisogno di aumentare il coinvolgimento dei clienti? Vuoi semplicemente fare più vendite? Conosci i tuoi obiettivi target in modo che tu possa chiaramente far loro sapere cosa devono consegnare.

Sapere dove cercare

Il posto migliore per cercare un consulente di marketing digitale è online. È probabile che tu possa trovare tutte le informazioni di cui hai bisogno con solo poche ore di ricerca. Quando si effettua una ricerca online:

  • Leggi le testimonianze dei clienti
  • Guarda il web design della compagnia e l'infrastruttura del sito
  • Valuta la presenza SEO dell'azienda

Un'agenzia di web marketing di qualità avrà un sito web di qualità e un alto posizionamento nelle pagine dei risultati.

Identificare i servizi offerti

Non tutte le società di marketing digitale offrono tutti i servizi di marketing sotto lo stesso tetto. Pertanto, prima di scegliere un consulente, assicurati che il tuo consulente preferito offra esattamente i servizi di marketing digitale di cui hai bisogno.

Il traffico digitale è il tuo obiettivo? Se è così, trova un'azienda specializzata in ottimizzazione dei motori di ricerca e pay-per-click . Se il sito web della tua azienda ha bisogno di un totale, un'azienda che offre servizi di web design è l'ideale.

Diffida dei consulenti che desiderano lavorare per te anche se non offrono il servizio necessario. Probabilmente stanno cercando di esternalizzare il lavoro. Scegliere l'agenzia giusta garantisce che la tua azienda ottenga l'impulso digitale di cui ha bisogno

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Avete come aspirazione quello di lavorare nel settore della comunicazione a tutto tondo? Allora probabilmente il lavoro perfetto per voi è quello dell’addetto stampa. Si tratta di un professionista che si occupa di rappresentare un’azienda, ente o personaggio di spicco sia nel mondo digitale che comunicativo. Di fatti, ha il compito ad esempio di scrivere comunicati stampa e diffonderli, oppure di gestire pagine social aziendale o blog. Insomma, veri professionisti della comunicazione digitale e non a 360°. Ma come si diventa un addetto stampa davvero professionale? Ecco le caratteristiche che non potete non avere.

1. Un addetto stampa è versatile

Gli addetti stampa lavorano con qualsiasi tipologia di cliente, dal contadino al manager di una grande azienda. Ciò significa entrare in contatto con una moltitudine di lavori, tutti diversi gli uni dagli altri. Per questo è molto importante essere versatili sia da un punto di vista di mentalità che di scrittura. Ovviamente, questa apertura di mente si acquisisce sempre più col tempo, per cui se credete di non possederla, non disperatevi da subito!

2. Un addetto stampa sa comunicare sempre

Non esiste un addetto stampa incapace di comunicare poiché si tratterebbe di un controsenso. Per cui, se non avete padronanza dei più famosi linguaggi comunicativi, forse questo non è il mestiere più adatto a voi. Di fatti, un addetto stampa deve essere in grado di esprimersi in corretto italiano ma deve anche conoscere il linguaggio digitale. Inoltre, sarebbe bene che conosca anche l’inglese e un’altra lingua, per una comunicazione perfetta anche con clienti stranieri.

3. Un addetto stampa è in grado di ampliare i propri contatti

Il lavoro di addetto stampa spesso non si racchiude in una semplice giornata lavorativa all’interno di un’agenzia pr Milano o a Roma. Un addetto stampa deve anche sapersi creare una fitta rete di contatti tra giornalisti, addetti alla comunicazione e così via. E ciò avviene di base con una grande socialità ed espansività di carattere ma anche con l’aiuto delle migliori conoscenze. Insomma, in altri termini, se siete tipi abbastanza introversi, o cercate di cambiare voi stessi e le vostre inclinazioni, oppure cercate subito di cambiare lavoro.

4. Un addetto stampa sa mettersi in gioco

Mettersi in gioco è essenziale per un addetto stampa che vuole avere successo. Di fatti deve essere in grado di rischiare, di buttarsi a capofitto in ogni progetto, senza alcuna paura. Inoltre, deve essere predisposto ad imparare sempre cose nuove al fine di migliorare le proprie conoscenze. Insomma, deve essere un temerario consapevole, in grado di appassionarsi ad ogni progetto e trarne vantaggi sia per il cliente che per se stesso.

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L’uso della tecnologia dell’informazione svolge un ruolo vitale nell’economia aziendale, in quanto migliora l’efficienza, crea opportunità di lavoro e consente di interagire più velocemente con clienti e fornitori, supportando le funzioni aziendali con software di contabilità, sistemi di posta elettronica e archiviazione di file.

Proprio per questo motivo, diventa molto importante la presenza di un consulente web nell’organico di un’azienda.

Per capire cosa fa esattamente un consulente web, bisogna prima essere chiari su cosa sia.

Il consulente, in linea generale, è un professionista specializzato in una particolare area.

Nella maggior parte dei casi, esso viene pagato per la propria esperienza e intuizione. Generalmente sono altamente qualificati e specializzati in un determinato campo.

I consulenti web, noti anche come web developer o web designer, sono delle figure professionali che forniscono servizi di web design e manutenzione ad aziende e privati.

Essi si occupano della creazione di siti web personalizzati che devono far conoscere l’azienda ai clienti in modo efficace e accattivante.

Una volta che il sito è attivo e funzionante, i consulenti web hanno il compito di assicurarsi che non abbia problemi tecnici.

Oltre alle competenze e alle conoscenze informatiche, ai consulenti web viene spesso richiesto di avere una buona esperienza nel campo della grafica e di possedere anche delle buone capacità di comunicazione visiva e verbale.

All’interno di un’azienda, i consulenti web svolgono una varietà di compiti. Potrebbero essere responsabili della pianificazione di un sito web dall’inizio e incontrarsi con i clienti per discutere l’aspetto e il design del sito prima di pianificare il layout e l’organizzazione generale.

Dopo aver stabilito una struttura di base, i consulenti web marketing prendono qualsiasi testo o immagine che apparirà sul sito e li convertono in moduli visualizzabili, utilizzando il linguaggio di marcatura ipertestuale (HTML); inoltre, possono anche aggiungere animazioni o funzionalità interattive al sito stesso.

I consulenti web possono anche essere responsabili dell’aggiunta di file scaricabili o dell’invio di informazioni tramite e-mail, che richiede l’uso del protocollo di trasferimento file (FTP).

La maggior parte dei consulenti web hanno una laurea di primo livello in informatica, altri invece non hanno una formazione informatica formale e apprendono i metodi di programmazione e l’uso dei software in modo autonomo.

Tuttavia, coloro che sono interessati a una carriera nella consulenza web spesso hanno anche una specializzazione in progettazione grafica, che li aiuta a perfezionare l’aspetto estetico del loro lavoro.

Ad ogni modo, tutti i consulenti web devono avere una buona conoscenza riguardo i software di grafica per computer, come Paint Shop Pro, Adobe Illustrator e Dreamweaver.

Devono inoltre avere una certa familiarità con la programmazione HTML, le applicazioni web basate su XML, Flash e altri linguaggi e programmi di programmazione web.

I consulenti web conoscono bene anche i sistemi operativi più utilizzati, come Windows e Mac e Linux.

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La figura professionale dell’architetto, oggi, risulta essere difficile da comprendere, soprattutto perché sottovalutata e misconosciuta dai più dal punto di vista nettamente pratico.
Se si chiede in giro di cosa si occupano gli architetti la miglior risposta che si ottiene si riferisce alla realizzazione di un progetto ma i modi in cui ciò avviene vengono pressoché ignorati tanto che molti sostengono il fallimento di questa professione.
Molti credono si tratti solo di un modo come un altro per sprecare tempo, un costoso fastidio burocratico e non una aiuto, qualcosa di utile per se stessi e per la casa dei vostri sogni.

Il suo ruolo

Ciò che spesso si ignora, oltre quanto detto, è che dietro ogni costruzione, che si tratti di una villa di lusso o di un condominio con diversi appartamenti, vi è la mente di un architetto.
Ciò vale anche per le nuove costruzioni a Roma Est in cui può guidarvi l’agenzia HomePlace per una scelta che faccia al caso vostro e che sia coerente con le vostre necessità e possibilità.
L’architetto, con il suo progetto, si impegna al fine di rendere qualsiasi edificio funzionale ed esteticamente efficiente, per fare ciò egli studia il modo migliore per suddividere i vari ambienti affinché risultino pratici indipendentemente dalle scelte dei singoli.
Gli appartamenti appartenenti ad uno stesso edificio sono all’incirca tutti uguali perché i muri portanti e la suddivisione generale viene pensata con l’obiettivo sia di permettere eventuali modifiche, sia per risultare in qualsiasi caso efficiente.
Un altro errore cui si inciampa spesso riguarda l’idea che l’architetto si occupi solo dell’atto creativo, in realtà egli non si limita a realizzare un progetto ma segue tutto il processo costruttivo soprattutto per apportare delle modifiche in caso di problematiche.

La varietà dei compiti

Le figure professionali come quella dell’architetto devono seguire i tempi che si stanno vivendo, quindi è necessario che si conoscano le tendenze del momento e che si sappiano applicare.
Oggi tutti desiderano una casa in grado di offrire varie prestazioni, con ambienti efficienti e piacevoli, all’insegna della comodità e della flessibilità.
Per tali motivi le voci sui preventivi dei vari architetti possono variare in base al singolo caso ed in relazione al numero di compiti da svolgere e in base anche a ciò che il cliente vuole valorizzare: gli ambienti, l’ambito energetico, l’efficienza.
Scegliere di acquistare un appartamento di nuova costruzione non è semplice, a volte può apparire come un salto nel vuoto, tutta via se ben guidati e ben informati, alla fine, troverete numerosi vantaggi imperdibili!

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Negli ultimi anni la formazione continua è diventata un pilastro immancabile in tutte le professioni. Dal docente all’artigiano, dal libero professionista al medico, tutti abbiamo bisogno di formarci continuamente e aggiornarci sul mestiere che facciamo. Inoltre, oggi ci sono numerosi nuovi ambiti in cui seguire un corso di formazione si rivela un’opportunità professionale molto importante. È il caso della gestione dei rifiuti, un settore in grande crescita che oggi offre posti di lavoro e sblocchi occupazionali molto stimolanti. Inoltre, è confermato dalle ricerche che le imprese che aggiornano e formano i propri dipendenti corrono molti meno rischi nella gestione delle attività.

Perché frequentare un corso sulla gestione dei rifiuti

Frequentare un corso sulla gestione dei rifiuti, come quello di Nova Ecologica, consente quindi di formarsi, aggiornarsi e apprendere nuovi concetti per diventare sempre più competitivi sul mercato. Anche nel settore dei rifiuti, oggi la formazione è uno dei perni su cui è incentrata un’impresa. In particolare, nel settore della gestione dei rifiuti, a causa del continuo cambiamento delle normative di riferimento che cambiano e si evolvono di continuo. Nel corso degli anni, infatti, le leggi sui rifiuti si sono combinate anche con norme di altri settori che non riguardano specificamente i rifiuti. Inoltre, ci sono anche direttive e regolamenti in questo ambito, oltre alle classiche normative.

Rifiuti ed ecologia, nuove opportunità

Oggi la gestione dei rifiuti va considerata una delle attività primarie della nostra economia. L’ecologia e la green economy ha ormai invaso ambiti e contesti differenti. Conoscere in modo preciso tutti i cavilli della normativa vigente di settore è davvero importante. Sia che si tratti rifiuti urbani che non, di rifiuti pericolosi o meno, è fondamentale sapere cosa fare e come gestire ogni singola tipologia di rifiuto seguendo, di conseguenza, la norma specifica. Ad esempio, i RAEE ovvero i rifiuti elettrici, così come le batterie, o anche gli olii e i rifiuti ospedalieri hanno tutti delle normative specifiche integrano il testo di base del D. Lgs. 152/2006, ovvero la norma fondamentale che regola la gestione dei rifiuti.

Cosa sapere sulla gestione dei rifiuti

Proprio da questa norma di base, si evince la responsabilità del produttore dei rifiuti, sia che si tratti di rifiuti urbani e quindi domestici che aziendali o commerciali. Nel caso di particolari rifiuti, inoltre, il produttore dovrà anche provvedere alla classificazione del rifiuto, attribuirgli il codice CER, che traccia il processo di origine del rifiuto stesso. Insomma, non conoscere la normativa vuol dire doversi affidare a un responsabile esterno competente in materia. In caso di violazioni, infatti, la legge prevede delle sanzioni molto elevate. Tutte ragioni importanti che confermano la necessità di frequentare un corso sulla gestione dei rifiuti.

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In queste settimane sono state rilasciate molto notizie in giro per il web riguardanti la piattaforma Crowdestate.eu. La società, da quando è sbarcata anche in Italia nel mese di maggio 2018, continua a far parlare di sé, per i vantaggi offerti e per la qualità del servizio. Si tratta di una piattaforma per investimenti immobiliari, che introduce però un sistema innovativo per guadagnare con gli immobili. Non bisogna pensare al real estate come al settore tradizionale in cui per investire bisogna disporre di capitali elevati. La piattaforma ha infatti introdotto nel settore il cosiddetto crowdfunding immobiliare, espressione che indica la raccolta fondi utilizzata per finanziare dei progetti nel settore degli immobili. La creazione di nuovi edifici e la compravendita di immobili sono attività che richiedono degli ingenti capitali e che non possono essere portate a termine senza la necessaria liquidità. Chi ha un progetto immobiliare ma non dispone della somma necessaria per farlo partire può scegliere di affidarsi allo strumento della raccolta fondi.

Il meccanismo è molto semplice: si definiscono i dettagli del proprio progetto, si sottopone il tutto a verifica da parte dello staff di Crowdestate e si spera di ricevere l’approvazione. Se il progetto viene approvato, viene immediatamente avviata una campagna per la raccolta dei fondi necessaria, alla quale prendono parte tutti gli investitori iscritti alla piattaforma e desiderosi di generare un profitto con il settore immobiliare. La diffusione della piattaforma e l’accrescersi della sua popolarità, hanno fatto nascere diverse curiosità tra i potenziali interessati. Per rispondere ad alcune delle curiosità degli investitori e di chi è alla ricerca di prestiti commerciali, è stato intervistato il country manager Italiano Niccolò Pravettoni, che si è mostrato disponibile e chiaro nel rispondere alle domande che gli sono state sottoposte.

La prima domanda che gli è stata posta è stata quella in merito ai vantaggi per i piccoli investitori. La piattaforma ha riscosso grande successo in questa categoria di clienti e ci si è dunque chiesti il perché. Il country manager Italiano è stato in grado di soddisfare questa curiosità, elencando la possibilità di diversificare gli investimenti, di accedere al settore immobiliare con un capitale ridotto e la velocità di esecuzione come principali punti di forza della piattaforma. In particolare, Niccolò Pravettoni ci ha tenuto a sottolineare l’importanza di una diversificazione dei propri investimenti. Questa diversificazione deve prevedere innanzitutto operazioni finanziarie in settori diversi ed il settore immobiliare non può essere escluso dal proprio portafoglio personale. In secondo luogo, la diversificazione deve essere fatta anche all’interno dello stesso settore. La piattaforma facilita questo processo, consentendo agli investitori di partecipare alle raccolte di fondi con un capitale minimo di ingresso di soli cento euro. Questo significa che anche chi dispone di un capitale ridotto potrà suddividerlo su diversi progetti immobiliari. Con la scelta di ottenere la liquidità attraverso una campagna di crowdfunding è stato possibile aprire il settore anche ai piccoli investimenti. L’unione fa la forza, il detto in questo caso calza a pennello, perché tanti investimenti minimi, anche di soli cento euro, possono consentire di giungere a delle cifre interessanti, sufficienti per avviare un progetto immobiliare.

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Sono moltissimi i lavori che si può decidere di fare da zero, così come le tipologie di impresa che, con un po’ di coraggio e un pizzico di follia, si possono aprire, anche da giovanissimi. Una di queste è l’impresa di pulizie a Roma, un’idea imprenditoriale sicuramente particolare, ma che può rivelarsi una buona strategia lavorativa e di investimento. Uno dei principali vantaggi, infatti, è che questa tipologia di impresa porta con sé un rischio economico molto limitato, trattandosi, di fatto, di un servizio molto richiesto con la possibilità di guadagnare anche margini piuttosto importanti. Vediamo assieme, allora, come è possibile aprire un’impresa di pulizie da zero e quali sono i passi da compiere.

Aprire un’impresa di pulizie: serve la partita Iva

Questo primo step accomuna tutte le tipologie di impresa, ovvero consiste nell’apertura doverosa della partita iva. In questo caso specifico, al momento dell’apertura della Partita Iva, si deve indicare anche il tipo di clientela a cui si mira, se, cioè, privati o commerciali. Qualora, infatti, l’utenza sia privata, l’impresa di pulizie finirà direttamente nell’albo degli artigiani, se, invece, l’utenza è commerciale, occorre la registrazione presso il Registro delle Imprese alla camera di commercio della provincia in cui si lavora. L’apertura di questo tipo di impresa non prevede un investimento economico eccessivo, anche se, come per tutte le idee imprenditoriali, sarà comunque doveroso avere un piccolo capitale iniziale con cui affrontare le prime spese e i tempi iniziali con pochi clienti. Inoltre, è bene sapere che se oltre alle pulizie standard, si vogliono offrire anche servizi più specifici, come la disinfestazione o la derattizzazione, occorrono anche certificazioni precise.

Secondo step: dipendenti e consulente

Affinché ci sia un’impresa, dovrebbero esserci anche dei dipendenti, da assumere regolarmente attraverso un contratto e a cui versare i contributi previsti dalla legge. Servirà anche l’iscrizione all’Inail, contro eventuali incidenti sul lavoro o infortuni. L’impresa avrà anche i suoi strumenti finanziari, come un conto corrente bancario, e un consulente di fiducia che sappia seguire l’andamento contabile e finanziario della ditta.

Impresa di pulizia: la strumentazione

L’ultimo step riguarda i prodotti e la strumentazione necessaria per poter svolgere il proprio lavoro. si comincia da un veicolo adatto al tipo di impresa, che consenta di potersi spostare con attrezzatura e prodotti al seguito, da un posto all’altro. Soprattutto all’inizio, poi, è una buona strategia anche pensare di investire un po’ nella promozione pubblicitaria, così da farsi conoscere nella città o nella zona in cui si intende lavorare e infine, bisognerà acquistare attrezzatura e prodotti per poter quanto meno cominciare a lavorare.

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Cyber Lex: start-up innovativa di successo

Cyber Lex è una start-up innovativa di successo nata 1 anno e mezzo fa da un team di ingegneri informatici ed avvocati con lunga esperienza nel settore del diritto alla privacy e della web reputation. La società ha elaborato migliaia di richieste di cancellazione di dati personali da Internet offrendo un vasto portafoglio di servizi legali digitali quali cancellazione di informazioni personali dal motore di ricerca, deindicizzazione di notizie da Google, cancellazione di risultati di ricerca Google ai sensi delle normative europee sulla privacy, lotta al cyber bullismo, rimozione di video contenenti contenuti espliciti e diffusi senza autorizzazione (“revenge porn”).

 

Il diritto alla cancellazione, conosciuto anche come diritto all’oblio, è un argomento di cui si parla da anni e che è stato riaffermato con l’entrata in vigore del GDPR 2018, ovvero delle leggi europee per la privacy che sono diventate effettive nel maggio del 2018. Per quanto riguarda in modo specifico il diritto alla cancellazione dei dati personali, è utile soffermarsi sull’articolo 17, al quale è stato dato proprio un titolo omonimo. Bisogna fare attenzione a non pensare che il diritto all’oblio sia da riferirsi solo al motore di ricerca Google, sono in molti infatti a commettere questo errore. Google sicuramente è il motore di ricerca più utilizzato al mondo e il principale strumento per accedere alle informazioni, tra cui anche informazioni personali di utenti che sono più o meno a conoscenza della presenza di queste stesse informazioni in rete. Questo non significa però che sia l’unico interessato dall’articolo 17 del GDPR 2018. C’è un aspetto del diritto alla cancellazione dei dati personali dai motori ricerca che non è stato chiarito a dovere dalla nuova normativa. Trattandosi di una normativa Europea, non è chiaro se il processo di “delinkizzazione” – compito che viene richiesto a Google nel caso in cui la richiesta dovesse essere approvata, ovvero, il motore di ricerca deindicizza i collegamenti alle pagine web che vengono segnalate – debba rendere le risorse inaccessibili solo in territorio Europeo o in tutto il mondo. A far sorgere il dubbio è proprio il fatto che il GDPR è una normativa Europea e che in altri paesi vigono leggi sulla privacy differenti, alle quali in linea teorica bisognerebbe far riferimento. Google ha per ora proceduto a rendere inaccessibili le risorse dai paesi Europei, ma secondo il governo francese l’eliminazione dei link dovrebbe avvenire per tutto il mondo. C’è già stato un caso in cui il Garante Italiano ha imposto al motore di ricerca una politica diversa: un Italiano residente in America ha chiesto che venissero rimossi dei link a risorse a lui collegate e questi link sono stati resi inaccessibili anche in America, non solo in Europa. Il nuovo GDPR introduce però una novità sul diritto all’oblio, che prima di questa normativa non era stata presa in considerazione. Vi è adesso anche la voce riguardante il diritto di opposizione dell’interessato, descritto nell’articolo 21. Viene in questo modo stabilito il diritto dell’interessato di opporsi, quando lo desidera, al trattamento dei suoi dati personali. Quando l’interessato esprime la volontà che venga applicato questo diritto, chi si occupa del trattamento deve interrompere l’utilizzo dei dati in questione, a meno che non sussistano delle condizioni specifiche descritte nella stessa normativa. C’è anche un altro aspetto fondamentale da sottolineare, introdotto con le nuove leggi Europee sulla privacy. Nel caso in cui l’interessato invii una richiesta, il dovere di controllare e di rimuovere i dati diventa a carico del titolare se è stato lui a rendere pubbliche queste stesse informazioni. E’ una novità importante, introdotta per semplificare e velocizzare il processo di controllo delle richieste e di applicazione dei diritti. In realtà vi sono delle criticità per il titolare del trattamento, da cui sono partite delle critiche alla normativa: al titolare infatti non viene solo richiesto di eliminare le informazioni in suo possesso, ma anche di fare da tramite per far sì che le informazioni non vengano utilizzate dagli altri che le hanno ricevute dallo stesso titolare. Attuare questo punto non sarà semplice e sono in atto delle verifiche per valutare come fare per semplificare la procedura.

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Milano, 7 giugno 2018 – YoAgents (http://yoagents.com), piattaforma web e app per creare reti commerciali “on demand” e “aperte” per la promozione di servizi digitali su internet, chiude un aumento di capitale da 415.000 Euro e arriva sugli store (App Store e Play Store). L’aumento di capitale è stato sottoscritto daAtandia, veicolo di investimento di Enrico Deluchi, ex Amministratore Delegato di Canon Italia; Moffu Labs, network di investitori e business angel focalizzato sulle startup tecnologiche;Boost Heroes, holding di investimenti in aziende nelle prime fasi di sviluppo e ad alto potenziale di scalabilità fondata da Fabio Cannavale e Loris Lanzellotti; 3LB Seed Capital, società guidata da Alberto Emprin, Angel Investor e Innovation Advisor;Lorenzo Dal Verme e Digital Magics.

Grazie a questa operazione YoAgents ha sviluppato e potenziato la tecnologia e il software, lanciato la nuova applicazione (disponibile su App Store e Play Store), ridefinendo e ampliando il modello di business grazie all’offerta di nuove funzionalità.

YoAgents, startup nata proprio all’interno del più importante incubatore di startup digitali “Made in Italy” attivo su tutto il territorio italiano, rappresenta un asset strategico per la crescita delle partecipate di Digital Magics, che detiene attualmente il 63,73% delle quote della società. Le startup hanno infatti l’opportunità di proporre i loro prodotti e servizi avendo a disposizione una rete commerciale nazionale dedicata.

Sono oltre 2000 gli ambassador attivi – agenti, rappresentanti, venditori e giovani talenti commerciali – all’interno della piattaforma di lead generation door to door. Tramite l’app YoAgents possono scegliere i servizi, proporsi, scaricare i materiali di vendita, creare convenzioni con esercizi commerciali (fitness, ho.re.ca., retail, ecc…), visualizzare i compensi maturati e richiederli direttamente.

Le aziende partner di YoAgents – startup e PMI fra cui Restopolitan, Groupalia, Fitprime, Experteasy, Foodscovery – hanno a disposizione su http://yoagents.com una dashboard per gestire la rete di ambassador, visualizzare in tempo reale i risultati delle campagne e il valore generato da YoAgents.

Giuseppe Impellitteri, Partnership Manager di Groupalia, commenta: “Grazie agli ambassador di YoAgents abbiamo stipulato tantissime nuove convenzioni ed è stato un partner ideale per il rilancio di Groupalia”.

Damiano Rossi, Chief Business Development Officer e Co-Founder di Fitprime, ha commentato: “La partnership con YoAgents ci ha permesso con solo un mese di aumentare del 20% l’acquisizione delle palestre”.

L’Amministratore Delegato di YoAgents è Pierluigi Casolari, imprenditore seriale nel settore digital e mobile. Ha fondato nel 2006 Koinup, primo social network in Italia, venduto alla multinazionale Exit Reality. Nel 2012 è stato il fondatore della piattaforma di proximity marketing CheckBonus, entrata nel 2016 nel Gruppo Mediaset.

Pierluigi Casolari, CEO di YoAgents, ha dichiarato: “Ho accolto con entusiasmo questo incarico in YoAgents, che ha un team di 10 persone focalizzato e dinamico e un modello vincente in un segmento fortemente in espansione. La fiducia, che i nostri nuovi investitori e soci ci hanno dimostrato, conferma che YoAgents è un importante strumento di crescita per le startup e le PMI. Grazie a noi potranno creare la loro struttura commerciale e aumentare il loro business”.

Edmondo Sparano, Consigliere e Chief Digital Officer di Digital Magics, dichiara: “Continuiamo a sostenere lo sviluppo di YoAgents, con cui abbiamo aggiunto un altro asset molto importante per il nostro incubatore. Le neoimprese digitali e le piccole medie imprese innovative potranno, grazie a questa piattaforma, proporre i loro servizi su tutto il territorio nazionale tramite la rete commerciale di YoAgents. Diamo il benvenuto a Pierluigi nella nostra squadra: la sua esperienza di oltre 15 anni nel digitale sarà determinante anche per la scalabilità a livello internazionale del nostro progetto, che non solo è strategico per la crescita delle startup di Digital Magics, ma anche dell’intero ecosistema dell’innovazione in Italia”.

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Modello a cascata

Nella progettazione e nella realizzazione software come quella che l’azienda Area Software di Roma si occupa di fare, esistono diversi modelli di sviluppo che si adattano alle situazioni e alle caratteristiche del contesto e delle esigenze di chi desidera utilizzare il nuovo programma.
Tendenzialmente non esiste un modello migliore poiché, come ogni cosa, esiste quello più adatto, infatti spesso si cerca di combinare i diversi modelli tra loro per poterne creare uno specifico e puntuale nella soddisfacimento dei bisogni del cliente.
I modelli di sviluppo vengono suddivisi in tre tipologie: sequenziali, incrementali ed evolutivi.
In ingegneria del software, il modello tradizionale di ciclo di vita è il modello definito ‘’a cascata’’ o ‘’waterfall model’’, ciò che più di tutto caratterizza questo tipo di modello è l’esecuzione lineare di tutti i vari elementi che lo compongono, ogni fase infatti produce un output che funge da input per quella successiva.

Quali sono le principali fasi?

Il modello prevede le seguenti tappe:
lo studio di fattibilità che ha lo scopo di determinare se sia possibile e conveniente sviluppare il sistema in questione dal punto di vista tecnico e/o economico;
l’analisi dei requisiti con lo scopo di determinare le funzioni che il sistema andrà a svolgere e quindi il motivo della sua realizzazione;
la progettazione con lo scopo di trovare i metodi migliori per realizzare i requisiti precedentemente analizzati, individuando già i rapporti tra le parti;
lo sviluppo che ha l’obiettivo di sviluppare ed iniziare a dare forma al programma;
collaudo o test che prevedono la verifica del corretto funzionamento non solo del prodotto finale ma anche dei singoli componenti e di come riescono ad interagire tra di loro nei tempi prefissati;
la manutenzione che comprende tutte le attività che vanno adottate per migliorare e correggere il sistema nel corso del tempo dalla consegna in poi, in modo da mantenerlo in buone condizioni più a lungo possibile.

La sua importanza oggi

Questo è stato il primo modello utilizzato e che oggi è stato quasi del tutto abbandonato, esiste infatti solo come riferimento teorico che ogni sviluppatore deve conoscere e saper realizzare, si tratta infatti di un vero e proprio ‘’canone’’.
Il suo momento di maggior successo coincide con gli anni Settante perché si adattava perfettamente al linguaggio strutturale in uso allora; il limite di tale modello è dovuto dalla sua eccessiva rigidità che rende difficoltosi i miglioramenti e quindi diminuisce l’autonomia del possessore (che non è un esperto).

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